Quando si dice che non esistono casi, ma solo cose che dovevano avvenire, penso ai compagni di cammino che piano piano ho conosciuto negli anni e con i quali si è costruito un rapporto. Uno di loro è Marco Superbi di Torino, che con la sua compagna Diana e con il nuovo amico Maurizio sabato e domenica scorsi sono scesi da Torino per rincontrarci, fare quattro chiacchiere e aggiornarci sulle novità.
Mi piace scrivere di queste cose perchè per me sono le più belle, il tempo meglio speso è quello insieme a persona intelligenti, simpatiche e con le quali si condividono magari anche valori e visioni della vita. E' una banale questione di risonanza, che con loro c'è e con altri non c'è.
Marco, Diana e Maurizio hanno fatta tanta strada per proseguire i discorsi, che tra di noi possono avere pause anche di anni, ma che non perdono mai di intensità né di valore. Si riprende da dove ci eravamo fermati ("Te l'avevo detto che....?") e si riparte. Il buon vino invecchia bene.
Non entro nel merito dei discorsi per ovvi motivi, ma uno degli argomenti è stato lo scomparso Vittorio Bottazzi, che ha lasciato un grande vuoto in tutti noi. D'altro canto, passare due giornate così, compresa la parentesi delle orchidee al Castello di Thiene, il vino rabosello e la cena a Bassano, è stato un regalo prima di tutto per noi, Laura e me. Gli amici sono un bene prezioso, solo loro ci danno quella serenità e quella fiducia nel prossimo che altrimenti a volte rischia di scomparire.
E poi ci sono gli interventi degli altri amici, come Yves Kieffer e Maurizio Restaldo, che per telefono ci salutano e ci fanno compagnia: come esserci anche quando non ci si è di persona. Esserci è importante: non sono le intenzioni che fanno l'arte. Scrive Myamoto Musashi nel suo "Go Rin No Sho": "Non addestrarti col pensiero, ma con la pratica".
Per fortuna ci vedremo a Torino prima di Natale, almeno questa è l'intenzione. Adesso vediamo di riuscire a realizzarla, appunto :-)
(Nella foto, da sinistra a destra: Maurizio, Marco e Luigi, dopo uno scambio di tecniche a Caldogno)
lunedì 28 settembre 2009
Amici di Torino
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giovedì 24 settembre 2009
La frittata di venerdì sera a Palu
Ricevo da Lina, la nostra grande traduttrice e prof di Pasin, che racconta la serata a Rovigno di questa estate durante il seminario. E' vero, nel Baguazhang le idee e le sensazioni si moltiplicano, ed è bello scoprire come il nostro cervello elabora le informazioni. Grazie Lina, sei sempre la migliore! Un abbraccio a te e Borici. ***
La frittata di venerdì sera a Palu' (vicino a Rovigno)
Che bello ritrovarsi ogni tanto come ci e' successo venerdì sera, 14 agosto, la sera prima del seminario! Mangiare 2-3 tipi di frittate, oltre a parlare e ridere a crepapelle in due-tre lingue (diverse ma simili) in un posto come "konoba (taverna,cantina) da Mofardin". Cosa vuoi di più della vita?
Ritrovarsi con te, Luigi, ha una particolarità: se ci si incontra dopo cinque anni, dopo cinque mesi o meno: il livello e la qualità della comunicazione persiste: dove si finisce l'ultimo incontro, continua il prossimo, come che gli spazi bianchi (cioè gli anni o i mesi senza contatto) non ci fossero mai stati. Poche persone di questa qualità … E poi, abbiamo conosciuto Luca, cosi "open minded" ed interessato nella cultura Croata e della vita Istriana che a me sempre fa un grande piacere.
Due lati del Baguazhang
Fuck or kill vs. Fuck and feel.
Sono due lati della stessa medaglia, il primo e' maschile, l' altro è femminile. Già da un po' (seminario del ottobre 2008 a Pola) avevo pensato sul Bagua come un' arte molto femminile, poi dopo penso: c'e' di piu'! Dopo la cena di venerdì sera scopro la sua piena integrità.
Tutto parte dal fatto che Bagua consiste da tre segmenti: quello terapeutico (che si manifesta nel rafforzamento del corpo, postura, allineamento …), trasformativo (nel senso che una pratica coerente e regolare porta alla fine verso la trasformazione, non solo fisica, ma soprattutto quella del conscio) e quello combattivo (competitivo?), (cioè - Bagua e' un'arte marziale: ci sono io, c'è un avversario).
Ma, mi e' stato chiarito che non solo non si trattava di una scelta come coltivare Bagua, ma che tutti e tre sono alla pari, che si intrecciano, bisogna curarli. Vabbe' chiaro, ho capito. Pian - piano, tra gli scherzi e le cose serie viene fuori che la conseguenza finale di un lavoro devoto, uno viene esperto in modo di poter risolvere lo scontro coll'avversario in un solo modo: gli toglie la vita.
Certo, è una situazione estrema, è una scelta estrema. „Masticavo“ quest' idea 2-3 giorni ed ecco che cosa mi risulta: ho tolto l'idea che uno (o una) realmente si trova in una situazione di dover difendere la propria vita “just like that“ - nella vita quotidiana. Quindi, si tratta di un/a praticante che si allena; nel suo cammino incontra diverse persone, i maestri, gli allievi: i colleghi di questo lavoro duro. E cresce.
Crescono anche loro, gli altri. Si diventa bravi, gli incontri e gli scontri diventano un crescendo continuo … (beh, ci sarà pure qualche cadenza, ma si continua !) Lo sviluppo fisico seguito dallo sviluppo personale (psicologico), intrecciati nel processo trasformativo: tutti i rancori pianti, le emozioni risolte, tutti i lati oscuri: le ombre, le tenebre, le paure - chiariti e integrati. Si acquisisce la gestione delle energie: Qi, Jing, Shen…
Un giorno si inciampa ad uno o una bravo come te. Lo scontro è maestoso, la prestazione altissima, micidiale. Ma uno che si impadronisce di queste qualità non toglie la vita! E se ci sono due? Non ho minima idea che cosa succede. Forse una danza? Può darsi, ma non e' di certo "La dance maccabre", piuttosto sarà una danza che glorifica la Vita, lo Spirito, l'Amore, ed e' qui che il lato maschile („fuck OR kill“) trasforma e abbraccia il lato femminile („fuck AND feel“), svaniscono la lotta e la violenza ed appare l'armonia. Yin e Yang. Il cerchio si chiude.
Forse tutto quanto e' una stupidaggine, alla fine sono una dilettante, ma mi piaceva l'idea.
Lina Gretic
(Nella foto, uno spettacolare Folpo in Campana, cioè cotto sotto la brace in una doppia teglia di ferro, che mantiene tutto il sapore e la morbidezza del cibo. Così lo cuociono in Istria alla Konoba Mofardin, visto che si parlava di cena mi sembrava adatto!)
martedì 22 settembre 2009
Primo meeting Ziran Baguazhang
Sabato 19 e domenica 20 settembre si è tenuto a Caldogno (Vicenza) il primo meeting Ziran Baguazhang. Ho colto al volo la presenza a Caldogno di Suzi Jankovic, insegnante di Pula (Croazia), per organizzare un momento di incontro, di scambio di braccia e di allenamento intensivo con il gruppo.
E' ormai trascorso un anno da quando i ragazzi di Pula e di Pasin hanno deciso di cominciare un percorso di crescita nel Baguazhang, ed io ho avuto il piacere di incontrare questi ragazzi e di condividere con loro tre seminari tra la fine del 2008 e il 2009, oltre all'incontro in Scozia, a Tai Chi Caledonia.
Al primo meeting hanno partecipato:
Sabato mattina dalle ore 6.00 alle 8.00 c'è stata lezione privata con Suzi, poi colazione e dalle 9 alle 12 con Sergio e Luca abbiamo lavorato sul Tuishou e Rushou, boxe leggera per capire i principi e la mobilità, primi elementi di Fajing e inizio di San Shou. Dopo un magistrale risotto al vino clinto e formaggio morlacco preparato da Luca, nel pomeriggio la pratica ha continuato all'insegna dell'alternanza: lavoro in coppia - lavoro a solo, fino ad esaurimento delle energie.
Benvenuta Suzi!
(Nella foto, da sinistra a destra, Sergio, Luca, Suzi, Luigi e Maurizio sabato sera durante la cena)
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lunedì 21 settembre 2009
Memorial Master Jou - Rinvio
Per sopravvenuti motivi personali di Alberto Pingitore, abbiamo pensato di rinviare il Memorial Jou Tsung Hwa alla primavera del prossimo anno.
Lasciamo così trascorrere un tempo d'inverno che servirà a fare sedimentare le cose e a creare fruttuose premesse per il prossimo anno.
Ringrazio tutti coloro che hanno sostenuto l'ideazione e lo sviluppo del Memorial, e coloro che erano pronti a fare armi e bagagli per venire a Grosseto.
Siamo sicuri che in primavera, in un momento più positivo per tutti, la partecipazione sarà ancora più numerosa.
Un grande augurio ad Alberto, che in questo momento deve occuparsi della sua famiglia.
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domenica 20 settembre 2009
Oceano
Sono su una penisola della Bretagna, di fronte all'oceano atlantico. L'acqua mugghia qualche metro sotto di me, scogli affiorano un po' dappertutto, il sole scende facendo sfavillare la superficie del mare, e in lontananza due fari indicano il cammino alle grandi navi. Momenti di riflessione, di revisione, di decisioni, con il vento come consigliere e una voce interiore che ricorda persone e momenti.
A piedi scalzi mi muovo tra la sabbia e gli scogli, cammino a piedi nudi tra le acque dell'oceano e immagino con quanti milioni di persone sono "in comunicazione" tramite quell'acqua, con gente che come me sta toccando la stessa immensa massa azzura dall'altra parte dell'oceano. E' un gioco casuale, non prevedibile, ma ha una sua logica, chi sente lo stesso richiamo per l'acqua d'istinto si trova a fare la stessa cosa.
Più tardi sono in corsa, con le scarpe da ginnastica nuove, corro a picco sulle scogliere della Bretagna con l'oceano che ruggisce sotto, la pioggia sopra, il vento che mi sorprende dietro gli alberi e spinge la sabbia con forza contro. Il carattere della gente la capisci quando vivi come loro.
"Ho una bellissima collezione di conchiglie, sparsa su tutte le spiagge del mondo", ho letto da qualche parte. Penso a questo blog, alle cose che ha messo in movimento quasi due anni fa, ai lettori che zitti zitti, quatti quatti seguono questi post, come gente che si bagna nelle onde dell'oceano. Ogni tanto qualcuno, pochi in realtà - ma così deve essere - sente il bisogno di fare quattro bracciate verso l'oceano, e inizia un cammino.
In Bretagna risiedeva fino a poche settimane fa un maestro di arti marzial interne, che adesso si è ritrasferito negli USA. Ho avuto il piacere di visitarlo alcune volte, e la sua personalità (e della sua compagna), la sua esperienza, la pace della campagna bretone, l'energia di questa penisola protesa verso l'oceano, la casa vecchia e l'accoglienza sempre familiare e calda mi hanno lasciato un ricordo carico di nostalgia.
Anche questo maestro fa parte della famiglia Ziran, perchè ha contribuito a darmi nuove idee e direzioni. Lui e molti altri sono nella memoria e nella pratica di ogni giorno. A ognuno di loro ho dedicato - e dedicherò - ogni tanto un post, lo meritano senza dubbio.
Siamo compagni di cammino, tutti viandanti della Vita e alla ricerca della nostra Verità, della nostra Leggenda Personale (come dice Coelho). Ultimamente, grazie al Baguazhang, c'è un grande movimento di persone e un forte crescere di incontri. Ogni incontro, ogni seminario, persino le email o i messaggi lasciati sul post, sono sempre bei momento, di allegria, di condivisione, di emozioni a volte contraddittorie, carichi di aspettative ma anche sereni, profondi, calmi come l'oceano di Bretagna, quando la sera il sole appare tra le nubi dopo un giorno grigio.
(Nella foto l'oceano Atlantico a Batz sur Mer, in Bretagna)
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sabato 12 settembre 2009
Memorial Master Jou - Programma
Siamo a due settimane dal 1° Master Jou Memorial e il programma defintivo (ma cosa c'è di definitivo?) è ormai visibile sul sito del nostro organizzatore Alberto Pingitore (vedi link). Visitatelo fino alla vigilia per possibili aggiornamenti.
mercoledì 9 settembre 2009
Wang Peisheng

"Nel Baguazhang
I piedi sono come un cavallo,
Il bacino è come la guida di un carro,
Le mani sono come spade".
Wang Peisheng
(Nella foto, Wang Peisheng, grande maestro di Baguazhang, Taijiquan e Xingyiquan, scomparso pochi anni fa. Era un uomo di grandi qualità umane e profonda conoscenza tecnica. Foto tratta dal sito di commemorazione di Master Wang)
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martedì 8 settembre 2009
Xinyiquan, l'essenziale
Wang Jiwu racconta che Wang Fuyuan gli voleva molto molto bene e lo trattava come un figlio adottivo. Wang Jiwu studiò con Wang Fuyuan per 6 anni, studiando San Ti, i 5 elementi e le forme del drago e della tigre. Dopo la morte di Wang Fuyuan, Wang Jiwu passò i successivi 7 anni completando i suoi studi con il suo fratello maggiore Peng Yingxi e Peng Tingjun, imparando il resto degli animali, lavoro a due e le armi. Successivamente Wang Jiwu andò a lavorare come guardia del corpo nella agencia di guardie carovana di Lu Cunyi, dove ricevette ulteriori insegnamenti da Li Cunyi stesso.
(...)
Wang Jiwu mi disse che Wang Fuyuan, grazie al suo "braccio di acciaio" (iron arm) e ai passi del Pan Gen, non aveva mai perso una sfida. Affrontando il suo avversario, lui non bloccava, andava dritto all'attacco, invariabilmente "lanciando" via il suo avversario. Questo è il punto più alto del combattimento nello Xinyiquan, chiamato "Puro attacco, senza guardare" (zhi da bu gu). Secondo gli antichi manuali dello xinyi, il combattimento può essere diviso in tre fasi: "prima guarda, poi attacca"; "guarda e attacca insieme" e "senza guardare, puro attacco". Non solo, ai tempi di eccellenza Wang Jiwu poteva sentire movimenti da dieci passi dietro di lui.
(Da: "Masters of the Internal Martial Arts", stupendo blog con testi originali cinesi tradotti)
(Nella foto, Sifu Shang Ji mentre illustra una postura di Pan Gen, "radici in movimento")
Etichette: Xing Yi Quan
domenica 6 settembre 2009
Dr. Khan "Connor" Foxx
Rientrando da una bella giornata in montagna, trovo questa sera - con sorpresa - il commento in questo blog del dr. Khan Foxx alla traduzione in quattro parti che feci nel 2008 di un suo articolo su "Inside Kung Fu". Quell'articolo mi aveva decisamente ispirato nella pratica e nello studio dell'Yiquan / Dachengquan, che proseguii poi sotto l'insegnamento del prof. Wang Qiang, allievo di Wang Xuanjie, e mi ispira tutt'oggi.
martedì 1 settembre 2009
The Truth of Bagua

# 36 - The Truth of Bagua
The truth of Bagua is not a mistery.
Follow and pursue, divide and transform, move, turn and change.
Do not block, do not support, do not lose the lead.
Nothing else matters, following the enemy becomes your life.
Follow, adhere and move along with the enemy situation.
(From: Shi Family 36 Secret Songs of Baguazhang Essentials)
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