sabato 26 maggio 2018

Lavori in corso!!!!










Mi scuso con tutti i lettori e gli allievi, ma l'inizio di questo 2018 è stato quanto mai ricco di avvenimenti e quindi siamo stati travolti.... ma presto tutta la cronistoria arriverà e anche qualche estratto dai nuovi lavori Ziran!

Approfitto per ringraziare tutti i ragazzi della scuola che stanno crescendo e impegnandosi per rendere la nostra attività brillante e piacevole. Un team composto da Fabrizio Contini, Sergio Uzzo, Simona Langeri, Luigi Zanini ed altri amici e amiche dall'Italia, insieme al nutrito team di Enrico Colmi, salperanno per la Scozia il 6 luglio per il 23mo TAI CHI CALEDONIA.

Prima di Calli sarò presente a Venezia ad AQUAVENICE con gli amici del CRT, un altro bel momento di condivisione, lavoro e star bene tutti insieme in un piacevolissimo contesto.

Ad ottobre, se tutto va bene, avremo il secondo MEETING ANNUALE ZIRAN nella cornice del Maggiociondolo sul monte Summano e con l'occasione avremo diverse novità e cose belle da condividere.

E poi un nuovo libro, che ormai mi accompagna da quasi tre anni ....

A prestissimo!

Luigi

sabato 17 febbraio 2018

Xingyiquan - Bologna 8 aprile 2018



Nel lontano 1990, al ritorno dalla mia esperienza militare, decisi che avrei dedicato le mie energie e la mia pratica alla ricerca nel mondo interno, perchè secondo me lì si trovava quello che serviva a coltivare un equilibrio ottimale di corpo e mente, cioè di muscoli e intelligenza corporea. Venivo da tredici anni di Kungfu (Gongfu), tra Shaolin, Tamtui, Tanglang, Baguazhang, e ancora Wingchung, Wushu, Taijiquan, in gran parte con il mio maestro e grande amico Stefano Bellomi. Con lui ne avevamo fatte di esplorazioni e di ricerche! Al di là della pratica quasi quotidiana, avevamo fatto dimostrazioni ovunque, scritto articoli, arbitrato gare, vinto gare, fatto viaggi, incontrato maestri, scoperto nuove pratiche che al tempo erano quasi esotiche, ma che oggi si trovano dappertutto.

Il primo sistema di combattimento "interno" per eccellenza in questa fase di scoperta fu per me lo Xingyiquan. Rappresentava il mio ideale di sintesi marziale, poca tecnica, una dozzina di movimenti di animali. Era l'ideale, per me che venivo da una scuola dove esistevano decine di forme a mani nude, decine di combattimenti "promessi", armi, esercizi di riscaldamento, posizioni, e via via tutto quello che con Stefano avevamo accumulato per creare un curriculum ancora più bello e pieno. E' stato un tempo incredibile, quando stai costruendo qualcosa ma sei talmente dentro al processo che non vedi il disegno globale. Non rimpiango quegli anni, che hanno creato la mia solida base di pratica, ma avevo bisogno di sintetizzare e focalizzare su poche cose.

Lo Xingyiquan lo avevo già intravisto in giro per il mondo, ma il primo che mi diede una visione sistematica e completa, integrata con la sua ricchissima filosofia fu il maestro ed amico Yves Kieffer, una delle colonne della scuola del maestro George Charles e della scuola San Yi Quan - Dao Yin. Ci conoscemmo tramite amici ad un seminario di Wing Chung, e da allora è nato un rapporto di amicizia e di condivisione che dura fino ad oggi. Insieme abbiamo scritto "Il Kungfu", un libriccino che cerca di riassumere questa arte e che ha lasciato una impronta molto positiva nei lettori, nonostante oggi sia superato dalla tecnologia della comunicazione. In seguito abbiamo seguito insieme gli insegnamenti di Wang Qiang, maestro di Dachengquan e Qigong, in Francia.

Da Yves appresi la base, e da lì cominciò il lungo viaggio di scoperta, in genere incrociando le braccia durante i seminari che tenni e che ricevetti dal 1990 in poi in Francia, Germania, Scozia, States, Svizzera, Croazia e via via. Le persone qualificate con cui ho studiato sono molte, da Aarvo Tucker ad Allen Pittman, da Henry Look alla scuola del maestro Wang Shujin, a volte con personaggi meno noti ma non meno validi, oppure con amici di pratica provenienti da metodi diversi, condividendo pugni e racconti dei rispettivi insegnanti. Ho tradotto e raccolto in un piccolo testo, "L'arte della semplicità", alcune interviste e articoli sullo Xingyiquan che mi sembravano importanti per una buona conoscenza e una degna pratica. Ai tempi in cui si spedivano ancora lettere, avevo una fitta corrispondenza con alcuni maestri negli States, tra cui un grandioso Kenneth Cohen in Colorado, a cui devo molto.

Quello che porterò a Bologna domenica 8 aprile 2018 sarà il risultato di quasi quarant'anni di pratica e ricerca. Pochi punti essenziali, lavoro e comprensione, e poi raffinare, ripetere, trasformare. Essenzialità, flessibilità e velocità: Xingyiquan è semplice in apparenza, ma non facile se si vuole andare in profondità. A me è servito fare esperienza in molte altre direzioni, dal Baguazhang al Taijiquan da combattimento al Krav Maga, per poi tornare a capire la saggezza del nonno Xingyi. E' stato uno dei metodi più diffusi in Cina nei secoli scorsi per il suo accento sui fondamentali e sulla solidità, ed anche la prima vittima della diffusione del Gongfu, perchè non ha paillettes e lustrini per catturare l'attenzione del praticante di oggi. Nello Xingyiquan originario c'era molto di quello che Wang Xiangzhai ha estratto per codificare l'Yiquan: semplici pezzi da mettere insieme, capire e lavorare per raffinare le qualità del corpo-mente-spirito e uno spirito killer.

Xingyiquan è uno straordinario focalizzatore, come una lente d'ingrandimento quando si vuole concentrare la potenza del sole in un punto per dare fuoco. Senza lo Xingyiquan non sarebbe possibile capire il senso della linea retta nel Baguazhang, e viceversa senza Baguazhang non si possono capire gli animali e le microtorsioni nascoste accuratamente nello Xingyiquan. Non si tratta di imparare forme, ma di capire i fondamentali, e lavorare con corpo e mente insieme, spesso un'impresa per chi si fida troppo della sua forza fisica o troppo delle sua intelligenza. Una volta il corpo aveva la prevalenza, oggi lo ha la mente. Rimettere la mente al suo posto e fare sudare il corpo e farli dialogare insieme è una garanzia per combattere, per la salute e per stare bene.

Bologna, 8 aprile 2018, dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00.
Aperto a tutti i livelli, ci saranno spunti e lavoro per tutte le capacità.



Incontri 2018 Europa



Anche quest'anno saremo in giro per il mondo a dare qualche corso di Neijia. Tutti i miei istruttori e allievi sono invitati a prendervi parte e accompagnarmi, se ne hanno la voglia o l'opportunità, perchè si tratta sempre di incontri dove si porta a casa moltissimo, sia in termini tecnici che umani.


Bologna, 8 aprile 2018, mattino e pomeriggio



Lo Xingyiquan è l'anima del Gongfu cinese, un'arte con centinaia di anni di storia e di raffinamento. Conoscere lo Xingyi è uno dei modi più sicuri per entrare nell'ottica marziale interna e comprendere le dinamiche sottili dell'arte del combattere. L'obiettivo è di dare una visione dei principi fondamentali dei Cinque Movimenti, il lavoro di preparazione e le chiavi interne per lavorare lo Xingyiquan in profondità.

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14 e 15 aprile 2018, "Archipel" a Strasbourg (Francia)



Dopo vent'anni è con grande piacere che torno a Strasburgo per un incontro su Baguazhang e Taijiquan presso la scuola "Yang Jia Mi Chuan" del m.o Frederick Plevniack a Strasburgo (Francia) ad aprile 2018. Frederic è un appassionato di spada, una persona squisita e membro di una associazione molto viva, che tra l'altro ha creato il più longevo evento del Taijiquan in Europa, i famosi "Rencontres Jasnieres". Nello studio delle basi del Baguazhang andremo ad esplorare tutti i punti di contatto tra queste due arti interne e rivedendo alcuni degli esercizi più utili per allenare il corpo in modo ergonomico ed efficace.

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Dal 6 al 13 luglio 2018, Università di Stirling, Scozia (UK)



Il mio consiglio è di non perdere l'occasione di partecipare al principale avvenimento europeo di Neijia a luglio 2018: una settimana di Taiji, Neijia, Qigong, Tuishou e armi, il tutto nella cornice spettacolare dell'università scozzese di Stirling. Oltre vent'anni di esistenza l'hanno rodata a perfezione, ed è sempre un grande momento per confrontarsi e scoprire tanta buona pratica e tanti nuovi amici. Il nostro Baguazhang sarà uno dei grandi protagonisti in questo incontro con lo studio del Rushou durante i corsi settimanali.

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Dal 30 giugno al 4 luglio 2018, isola di Pellestrina, Venezia (Italy)



Per i Veneti e gli Italiani un appuntamento "in famiglia": un incontro che esiste da più di trent'anni creato dal maestro Franco Mescola di Venezia ed a tutt'oggi un momento di incontro e di scambio/crescita personale molto interessante nel panorama italiano. Insegnanti esterni si alternano nell'insegnamento agli insegnanti de CRT nella pratica del Taijiquan e del Qigong. Il contesto naturale, l'isola di Pellestrina nella laguna veneta, e l'alloggio spartano lo rendono un'esperienza molto intima.

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Taiji Forum, settembre 2018 ad Hannover (DE)



Aleggia ancora un certo mistero intorno al terzo incontro europeo di Hannover del 2018 e sui suoi temi, che comunque avranno verranno comunicati da qui a breve. Anche quest'anno l'organizzatore, il maestro Nils Klug, ci ha aperto le porte per andare ad insegnare, ed abbiamo colto l'occasione per tornare ad Hannover. Il tema sarà sul lavoro a due e sull'ascolto, quindi un altro capitolo fondamentale per entrare nel vivo della pratica marziale sottile.


lunedì 22 gennaio 2018

2018 BGZ date corsi



Ecco le date degli eventi del Corso Istruttori Baguazhang stile Sun Lutang scuola Ziran:


Secondo anno corso Unicorni:

- 10 febbraio 2018 (2.3)

- 10 marzo 2018 (2.4)

- 7 aprile 2018 (2.5)

- 5 maggio 2018 (2.6)

- 16 giugno 2018 (2.7)

L'ultimo incontro (2.8) si terrà nel mese di settembre/ottobre.


Terzo anno corso Leoni:

- 24 marzo 2018 (3.7)

- 12 maggio 2018 (3.8)

- settembre 2018: fine corso triennale, recap e approfondimento finale

- ottobre 2018: esame conclusivo e consegna attestati/diplomi + grande pranzo insieme

Tutti gli incontri si tengono di sabato mattino al parco di via Puccini a Caldogno (Vicenza)
Inizio previsto ore 9.00, termine ore 13.00
Per chi arriva prima, cappuccino e brioche in pasticceria alle ore 8.30.

Sono possibili incontri uno-a-uno extra curriculum per approfondire temi o rivedere argomenti specifici, basta mettersi d'accordo con l'insegnante.

Disponibilità ad organizzare seminari presso le scuole degli istruttori sui temi del corso, sul Baguazhang o su altri temi: Xingyiquan, Yiquan, Qigong, Medicina tradizionale cinese, Tuina, Meditazione.



giovedì 28 dicembre 2017

Non paura



Uno dei più grandi regali che possiamo offrire agli altri è di diventare la dimostrazione di non attaccamento e di non paura. 
Questo è un insegnamento vero, più prezioso di qualsiasi denaro o risorsa materiale. 
Molti di noi sono molto impauriti e questa paura distorce le nostre vite e ci rende infelici. 
Ci attacchiamo agli oggetti e alle persone come una persona che sta affogando si attacca si aggrappa ad un tronco che galleggia. 
Praticando la realizzazione della non discriminazione, vedendo l'interconnessione di tutte le cose e la loro impermanenza, e condividendo questa saggezza con gli altri, facciamo il regalo della non paura. 
Ogni cosa è impermanente. 
Questo momento passa. 
Le persone se ne vanno. 
Ma la felicità è ancora possibile.
- Thich Nhat Hanh, "Come amare" 
Buon Natale!

giovedì 7 dicembre 2017

Il tempo


L’allodola

canta per tutto il giorno,

ed il giorno non è lungo abbastanza.


Matsuo Basho

(1644 – 1694)

sabato 2 dicembre 2017

Collezione di figurine



"Pensa che ironia, Gigio, scoprire dopo vent'anni di pratica che le cose importanti nelle arti marziali si imparano, ad esempio, già nei primi sei mesi di boxe o di un'altra pratica. E tu hai girato in tondo per vent'anni per niente o quasi... ", mi dice stamattina Sergio durante la nostra sessione di sparring in garage. Bum, colpito dentro e fuori. Con Sergio è normale non vederlo e sentirlo solo. Sembra un pensiero peregrino: si  praticano mille tecniche, mille forme e mille sistemi, ma l'efficacia e l'essenza marziale si nasconde nelle cose semplici. E questi vale anche e soprattutto nel Baguazhang e nel Neijia, se lo si vuole capire bisogna semplificare tutto, come in matematica.

Forse oggi l'efficacia in un contesto reale non è quello che viene ricercato: insegnare arti marziali comporta oggi troppi rischi, troppe responsabilità e richiede un impegno che appare smisurato ad un neofita-cliente: "Non finisci mai di imparare, se tiri dentro davvero scopri che la pratica è dura, e dura fino alla fine della tua vita, non arrivi mai a raggiungere un punto finale. Questo fa paura". E bravo Sergio. Ho una grande stima della sua concretezza e delle sue abilità, che negli anni si sono affinate in un modo bilanciato. Sergio per me è un esempio di come si può crescere grazie alle arti di combattimento.

Penso sulla quantità sterminata di foto sul web, tutte in posizioni ad effetto in posti mozzafiato e con il costumino di seta bello, e mi rendo conto che ci siamo dentro tutti, in questo processo di camuffamento, di scambio del "quid pro quo". L'arte marziale è diventata l'arte dell'immagine, quella delle figurine, e poco importa se dietro c'è poco o nulla. Tutti facciamo qualcosa che viene certificato, facciamo parte di qualcosa, ci sentiamo qualcuno, l'aspetto sociale e di facciata è diventato lo scopo della pratica. Quando ho iniziato quarant'anni fa non era così, era molto più concreto, più semplice da capire, e chi tirava dentro era bravo, gli altri ci provavano. Ancora oggi uso felpe e pantalonacci per praticare, mi sembra più onesto, ma quando bisogna fare scena, anch'io uso il costumino.

Leggo e confronto lo stile di marketing con alcuni vecchi libri vintage di boxe americana, Jack Dempsey che insegna come "combattere duro" da sottotenente delle guardia costiera USA nel 1942 con avversari in mutandoni, in piedi, a terra, dove serve, a volte simpaticamente ridicoli ma grintosi, e non dubito dell'efficacia. Una ventina di tecnica tra percussioni, strangolamenti, leve basiche, scarne e dirette, nello stesso periodo storico in cui Imi Lichtenfeld creava il Krav Maga in Israele. Grosso modo ci siamo, ritrovo lo stesso sapore aspro e fisico d'impatto, che secondo me era anche quello dei tempi di Sun Lutang.

Si racconta che Sun fu invitato da un amico nel Nordest della Cina per insegnare presso una associazione di arti marziali. Al di là delle lezioni tenute, la cronaca di quell'anno è scarna ma interessante: già anziano, fu sfidato da un boxeur occidentale, e Sun serenamente accettò,  ma all'ultimo si annullò l'incontro per timore di rappresaglie se Sun avesse vinto (come sembrava probabile); su richiesta della comunità locale Sun cacciò, inseguì e catturò un bandito che imperversava nelle zone da tempo, a mani nude e vivo, e lo consegnò alla milizia locale; e alla fine tornò a casa. Ordinaria amministrazione.

Sun non era l'unico, era proprio il periodo storico così, da Fu Chengsun a Wang Xinagzhai, che andavano da una scuola all'altra per imparare con umiltà o per sfidare i maestri e vedere chi la portava a casa. Questa era la vecchia scuola, la Vecchia Guardia, quella che Napoleone voleva sempre intorno a sè quando la situazione di faceva difficile. Mi torna in mente anche il famoso Chang Dung Shen, nato nel 1908, la celebre "farfalla che vola" della lotta cinese (Baoding Shuaijiao), che dal 1933 in poi vinse qualsiasi incontro, forte di metodo che di elegante non aveva davvero nulla, ma funzionava alla grande, proprio come le mani e la pancia del grande Wang Shujin o l'Aikido potente del guardiano dell'Hombu Dojo, Saito.

Collezionare figurine è bello, lo ammetto, ci immortala in una dimensione in cui per un attimo sembriamo essere qualcosa d'altro da ciò che siamo. E' il bisogno di sfuggire alla realtà, di non essere qui ora, ma sognare di essere altro. No, non funziona così, è solo scappare dal momento, e lo Zen è essere qui ora. Mi piacerebbe che i ragazzi tornassero a mettersi in gioco e a tirare quattro pugni veri, e non solo sui sacconi o nei drill, ma scoprissero loro stessi e quello che loro vogliono. Ne abbiamo bisogno oggi più che mai.


domenica 26 novembre 2017

Rinvio lezione 9 dicembre 2017



Scusandomi dell'inconveniente, mi vedo costretto a rinviare a gennaio 2018 la lezione del 9 dicembre per il secondo anno (Unicorni) a Caldogno, che quindi NON si terrà.

Analogamente viene rinviata a gennaio anche la lezione del terzo anno del 3 dicembre 2017.

Per chi volesse, sabato 2 dicembre si terrà una lezione del primo anno di ripasso a Milano, contattatemi se volete partecipare.

Recuperiamo a gennaio, e a breve seguirà il calendario 2018.

Approfittate per riposare e ripassare i primi quattro animali e tutto il programma del primo anno!


Secondo anno Unicorni






Venerdì pomeriggio e sabato mattina, sotto una pioggia torrenziale, i ragazzi del secondo anno di Baguazhang sono partiti da casa loro all'alba per essere puntuali alle 8.30 a Caldogno e alle 9.00 per iniziare il nostro secondo incontro annuale. Fabrizio da Genova, Sergio da Milano, Massimo da Oderzo, insieme a Matteo e Sergio da Vicenza hanno sfidato Giove Pluvio e il meritato riposo del sabato mattina per venire in palestra. Non ho l'abitudine di fare tanti complimenti, ma questa volta devo dire che la disponibilità di tutti, l'allegria, la voglia di fare e la concentrazione dimostrata mi hanno colpito.

Stiamo affrontando i movimenti legati alla seconda coppia di animali nel nostro Baguazhang di Sun Lutang, la coppia Serpente - Falco, che rappresentano la polarità principale nello Hou Tian, e l'abilità richiesta al corpo e alla mente non è poca cosa. A volte dimentico quanta fatica ho fatto anch'io per capire ed entrare nel movimento del Baguazhang. Il Serpente porta verso terra secondo il movimento dell'acqua, e stringe nella sua morsa l'avversario in modo crudele. Il Falco invece attacca alto come il fuoco e vola verso il nemico avvolgendolo con le sue ali e attaccandolo con i suoi artigli. Anche se suona molto filosofico, le magliette e le felpe dopo quattro ore erano da attaccare al muro per il sudore.

Sono sempre felice quando vedo buona pratica, volti intenti e passione nel lavoro. Stimo molto le persone che lavorano con me, perchè al di là di tutto e del Baguazhang stesso sono tutti praticanti con esperienza, con anni di lavoro alle spalle, con provenienze diversissime tra di loro, eppure legati da una disponibilità non comune a mettersi in discussione e a guardare oltre. Ci siamo divertiti, abbiamo riso e l'abbiamo buttata in divertimento quando ci voleva, e questo ha reso tutto più facile e più bello. Volevo solo ringraziare tutti per il lavoro fatto.

Sabato prossimo siamo a Milano, chi vuole partecipare è sempre invitato!


venerdì 24 novembre 2017

4 animali del Bgz: braccia di aquila



In questo blog ho già scritto di altri due dei quattro animali patronimici del Baguazhang, rispettivamente della Tigre e del Drago. Per chi volesse basta cercare nel blog sotto la voce "animali".

I Quattro Animali non sono solo teoria o immagini, ma esercizi specifici per sviluppare la muscolatura e la struttura tendinea di tutto il corpo, analogamente come gli esercizi dell'Yijinjing e del Neigong in genere. Li abbiamo rivisti di recente a Modena nel corso del terzo anno, e credo che siano rimasti ben impressi nella memoria.



La Tigre ha una grande potenza nelle gambe, che va sviluppata accuratamente se si vuole conoscere la potenza delle arti marziali nel loro aspetto dello sviluppo della potenza.



Il Drago ha la capacità di muovere la schiena e il torso in generale in un modo straordinario, rinforzando anche la micromuscolatura intercostale e intervertebrale, e dà una scioltezza notevole al tronco.



L'Aquila è il terzo animale, che protegge e stimola l'uso delle braccia, delle spalle, dei gomiti e delle mani. Le metafore riferite agli uccelli prende sempre in considerazione le due armi a disposizione: le ali e gli artigli. Le ali hanno una funzione di protezione e di confusione nella fase di avvicinamento, mentre gli artigli entrano in gioco nel momento del contatto. In entrambi i casi braccia e mani forti garantiscono un controllo dello spazio prossemico intorno a noi e una limitazione dei danni dovuti ad un attacco avversario improvviso.

Il Baguazhang si dice che abbia preso molto dall'Ying Zhao, dall'artiglio dell'aquila, specie per quanto riguarda l'uso delle mani, delle dita e delle braccia. Di sicuro gli Otto Palmi sono una struttura di base molto solida e collaudata, che ritroviamo anche nel Krav Maga e nell'Yiquan con qualche variante, e ci portano a considerare la parte superiore del corpo in modo diverso. Rispetto alla boxe, che comunque ci insegna moltissimo sull'uso dei pugni, un'uso intelligente dei palmi e delle braccia, usando la metafora dell'aquila e del falco, possono aiutare molto.

L'aquila è anche un'intenzione mentale precisa: affilata, potente, veloce, determinata, come un'aquila che ghermisce la preda senza lasciare scampo. Un atteggiamento flessibile e potente porta in genere al risultato desiderato. Un'ultima considerazione riguarda l'uso di forza integrale, che non è sempre necessaria: la cosa importante è che le braccia svolgano anche un'attività di jabbing, di controllo del terreno e della distanza, per preparare il colpo del ko.

Invito tutti a ricercare il significato dell'uso delle braccia dell'aquila ogni volta che si muovono in cerchio. L'attitudine in questo caso è davvero quasi tutto, perchè l'intenzione deve brillare in fondo alle mani, e le unghie sono le terminazioni dei tendini. Come diceva Wang Xiangzhai, gli animali sanno usare molto bene le loro zampe o artigli, solo l'uomo non se lo ricorda più così bene. Occorre tornare allo stadio animale, non solo per l'intenzione ma anche per il corpo. Allora qualsiasi movimento diventa pieno e intenzionale, non casuale, ed è ciò che stiamo cercando: naturalezza e spontaneità, come solo gli animali sanno fare così bene.