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sabato 19 marzo 2016

Dove dorme il Drago



La Schiena del Drago non è da cercare fuori, nel movimento come viene percepito dai nostri sensi sulla schiena di un altro (essenzialmente con la vista o con il tatto) ma va cercata DENTRO il nostro corpo. Il Drago è l'insieme straordinario di tutti quei muscoli e tendini che compongono la nostra struttura cervicale, dorsale, lombare, sacrale, lungo la spina dorsale, lateralmente ai due lati, la muscolatura che tiene tutto insieme e che permette allungamenti impensabili se non li usiamo mai.

Poi c'è la parte più sottile, la struttura fasciale che avvolge come una mamma tutta la struttura muscolare, ed ha una funzione connettiva e trasmissiva ancora più importante, perchè viene gestita anche dalla intenzione, quindi da energie più sottili della contrazione e distensione muscolare. Qui valgono i principi che usiamo per tutti gli altri arti del corpo, cioè Kai He, aprire e chiudere, contrarre e distendere, avvolgere e svolgere. Il modo è piccolo e sottile, ma potente e profondo. Se unito alla potenza degli arti, la catena cinetica raddoppia la sua forza.

Se vogliamo fare un salto quantico nella nostra pratica, dobbiamo andare a cercare il Drago dentro. Il Drago non esiste ai nostri giorni, ma l'idea è di un serpente che sa anche volare o entrare negli abissi. Il Drago è una metafora di una struttura dritta che si muove ondeggiando e usando torsione, rotazione, avvolgimento per sviluppare la sua forza.

Se il nostro corpo pigramente si adatta a restare legato a movimenti verticali e diretti, perchè più comodo, perdiamo almeno il 50% della nostra forza e della nostra salute, perchè in natura tutto ciò che si muove lo fa in maniera circolare e torsiva, non esiste un solo movimento "dritto" come lo intende la meccanica.

Cercate, cerchiamo il Drago in ogni movimento, in ogni respiro, in ogni attimo della nostra vita. Quando il Drago comincia a muoversi, allora capirete il senso del ruggito del Drago, che non è un ruggito da sentire con le orecchie, ma con il corpo, con un senso di magnificenza, di potenza, di naturalezza, di flessibilità solida e piena, che permette di usare il corpo come vogliamo, in sicurezza, e con il massimo della potenza.

Molti dei vecchi maestri avevano questa qualità, e questa è la qualità che Wang Xiangzhai aveva riscoperto e rimesso in valore ai nostri giorni. Purtroppo, anche per nonno Wang, non basta vedere, non basta capire, non basta praticare. Bisogna diventare questo movimento.

"Apri la mentre a quel ch'io ti paleso
e fermalvi entro; ché non fa scienza
senza lo ritener, avere inteso"

(Dante, Divina Commedia)


lunedì 21 maggio 2012

Yiquan training



Ancora pochi giorni, e sabato avremo con noi Sifu Paolo Magagnato da Milano, che verrà a spiegarci il lavoro dell'Yiquan dei suoi maestri, tra i quali il famoso Guo Guizhi, che alla sua età è ancora in piena forma fisica. Viste le previsioni meteo, e a patto che non cambino all'ultimo dandoci sole invece di pioggia, abbiamo prenotato una palestra in zona, in modo che la nostra pratica sarà all'asciutto e confortevole.

Il programma avrà due aspetti: da una parte lavoreremo sulle basi dell'Yiquan, quindi al lavoro sul palo e alle logiche dell'energia integrata nel corpo; dall'altro andremo a praticare lo sviluppo di dinamiche efficaci da combattimento e il lavoro a due. Ho chiesto a Paolo di voler preparare un programma che stimoli per la sua praticità, ma che fornisca anche delle basi per cominciare un lavoro e portarlo avanti nel tempo.

Se le cose mi daranno ragione, ho il sospetto che vedremo ancora Sifu Magagnato dalle nostre parti, iniziando un percorso che ci possa portare lontano. So che nella nostra zona (Vicenza e provincia) ci sono molti appassionati di Yiquan e Dachengquan, e credo che per loro sarebbe molto utile vedere una altra prospettiva sull'arte che ha portato qua Ilias Kalimintzos qualche anno fa, o altri ancora.

Il seminario è aperto a tutti coloro che vogliono conoscere l'arte in un contesto sereno e professionale, passare una giornata di buona pratica e scoprire le logiche del corpo nella dimensione marziale.

Sabato dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18 circa, località: Caldogno, parco di via Puccini (in caso di sole) oppure palestra in zona (chiedere per maggiori dettagli).

Domenica ci sarà la possibilità di avere lezioni private, basta chiedere in anticipo.

A sabato!

(Nella foto, il Maestro Guo Guizhi in Shili)



sabato 15 ottobre 2011

Ottobre 2011





Il mese corre veloce, ed oggi per la prima volta il riscaldamento in casa è partito da solo, dopo aver raggiunto temperature inferiori ai 19 gradi. Ma stamattina, con un sole brillante e un cielo blu terso, alle 7.10 del mattino, sono ripresi gli incontri di allenamento di Baguazhang con Luca e Alberto. Poi colazione insieme (grazie Luca per le brioches) e quattro parole con Laura e Alberto di Verona, con il quale invece abbiamo lavorato sull'Yiquan (Jiji Zhuang, Muocapu e Fajin) dalle 9.30 alle 12.30 del mattino.

Per capire meglio i principi di radicamento abbiamo persino lavorato a piedi scalzi sull'erba, tanto il sole era caldo! Uno degli ultimi scampoli di estate indiana che questa stagione ci ha regalato con questo sabato. E' stata una mattinata intensa, ma anche "in stile" con la tradizione che ci regala momenti di dialogo e di scambio prima e dopo l'allenamento.

Sul Baguazhang abbiamo fatto grossi passi avanti con la comprensione della struttura delle braccia e dell'uso dei passi in applicazione dei cambi e degli otto animali. Abbiamo visto quanto sia importante saper gestire le dimensioni del cerchio e di come il concetto di Zhang non sia solo di braccio ma di tutto il corpo. Non è poco, se pensiamo di usare Baguazhang non solo come una ginnastica ma come un metodo di combattimento.

Spero che questo inverno sia foriero di molti allenamenti simili a questi, anche a temperature proibitive, perché so per certo che il freddo stimola a muoversi e a praticare con attenzione e presenza, il calore sviluppato resta dentro e equilibra il respiro freddo e la nebbia che il l'alito crea quando espira, come uno sbuffo di un drago... :-)

Con Alberto invece abbiamo cominciato il percorso del Jiji Zhuang e dei passi. Davanti al "bisogno" di Alberto di cominciare a muovere i primi passi oltre che a creare una struttura, abbiamo iniziato a fare passi da fermo, e poi avanti e indietro, tenendo il baricentro basso, stritolando il bastoncino di china e gestendo i movimenti con trazioni e spinte immaginarie. Infine, per cominciare a capire gli Shili del Jiji Zhuang, siamo andati a lezione dalla magnolia, che mi insegna da anni le tecniche di Fajin :-)

Niente di speciale, quindi, ma anche una grande mattinata per il mio corpo che aveva bisogno di rimettersi in movimento, dopo tanti giorni passati seduti a far lavorare solo il cervello. C'è un altro cervello che lavora e deve essere allenato, quello del corpo, che ha una sua straordinaria intelligenza.

Buona pratica!


lunedì 25 maggio 2009

13 maggio 2009















Non so bene cosa sia successo, ma il 13 maggio c'è stato un picco di visitatori in questo blog, qualcosa come 2.228 pagine lette, più di 1.120 visite, oltre 530 visitatori (fonte: Google Analytics).

Tutti - caso strano - volevano leggere le stesse pagine: lo storico articolo in tre parti sul Zhan Zhuang di Khan Foxx, un pionere del Gongfu interno americano, di origini asiatiche con notevole competenza nel Neijia. Molto bello il suo libro sul Liuhebafa, che riunisce e spiega i tre stili interni.

Oppure la poesia sul Palo Universale, della famiglia del Guang Ping Yang Tai Chi, che mi è stata fatta conoscere dal maestro Henry Look di San Francisco (vedi articolo sotto Maestri), allievo di Kuo Lienying, allievo di You Pengxi, allievo di Wang Xiangzhai.

Si vede che le traduzioni piacciono :-)

Saluti

domenica 27 gennaio 2008

Zhan Zhuang (站桩) - K. Foxx (3 di 3)

Andiamo alla connessione asiatica. Qualcuno, il cui nome non sapremo mai, e che comunque non abbiamo bisogno di sapere, ha capito quello che io ho analizzato qui e lo ha trasformato in esercizio: la forza innata, quando coordinata dallo sviluppo di questa sotto lo stress generale di una posizione in piedi che gli permetta di essere autoregolante, diventa più potente.

Più tardi, questo esercizio iniziò ad acquisire un certo quantitativo di formalità, come metodo di insegnamento. Wang Xiangzhai, il fondatore dello stile naturale di Xingyi, per esempio, ha basto un intero sistema marziale, con una modifica veramente minima, su questo concetto chiamato Ta Cheng, che significa "grande risultato". Il metodo di insegnamento arrivò ad includere il significato esoterico (quanto meno se ne sa, tanto meglio) e una serie di nomi in modo che, quando qualcuno chiedesse che cosa stava facendo, glielo si poteva dire. Il nome che sembra sia spuntato fuori è Zhan zhuang, che significa "stare in piedi saldamente" (letteralmente, "stare eretti come un palo che è stato conficcato nel suolo"). E' anche chiamato Zhan Li, che significa fondamento saldo. C'è anche chi l'ha chiamato "saldezza universale".

Virtualmente tutti i sistemi di lavoro marziale hanno una sorta di esercizi di introduzione e di condizionamento, che sono eseguiti da una posizione ferma, una di quelle che i principianti odiano fare è la cosiddetta posizione del cavaliere (tendo a credere che sia chiamata posizione del cavaliere non per il fatto che le gambe sono separate nella posizione di essere sulla schiena di un cavallo, ma a causa del continuo movimento di flessione dei muscoli delle gambe che è richiesto per sostenere la posizione, che porta il corpo a cavalcare su e giù, come sulla groppa di un cavallo). In ogni caso, la maggior parte degli studenti tende a non dare a quest’esercizio l'importanza che merita perché la maggior parte degli insegnanti passano rapidamente da questo a esercizi che gli studenti preferiscono, o ancora tendono a porre troppa enfasi sul fatto di sviluppare le gambe.

Come la costruzione di una casa solida, di una vita stabile, il buon Gongfu ha bisogno di una base forte, una base o una radice su cui crescere e a cui tornare per un riferimento di guida. Se manca questa fondazione, allora tutto sarà debole.

Zhan zhuang, o stare solidamente, è un esercizio che costruisce la fondazione necessaria in cui tutti gli interni sono carenti. Costruisce anche l'abilità intuitiva di distinguere fra una pratica benefica, che sviluppa le risposte della vita innata e la loro unione, dalla pratica vuota, che è praticamente solo gesto e mimo immaginario.

Zhan zhuang è in principio un metodo di ordinamento, di induzione alla relazionalità coordinata e ordinata fra la respirazione, la mente e le sue percezioni, e lo spirito per rispondere, mettendo in ordine la vostra posizione cosicché ogni movimento diventa semplicemente un’espressione consolidata della dinamica interna funzionante, piuttosto che solamente un guazzabuglio di segmenti del corpo disuniti e le loro energie.

Zhan zhuang è costruire la migliore posizione e di trovarla intuitivamente. La migliore è quella in cui i segmenti del corpo sono bilanciati in una posizione di massimo supporto con il minore sforzo. Idealmente, la vostra posizione deve essere fermamente supportata dalle ossa piuttosto che dai muscoli. Il vostro stare eretti deve essere così delicatamente bilanciato, che sarete capaci di muovervi con un minimo di aggiustamento quando disturbati, e ugualmente abili di ricostruire questo equilibrio da soli. Capaci di muovervi con il minimo degli sforzi significa il massimo dell'efficienza. Con le ossa che portano la maggior parte del peso, i vostri muscoli saranno liberi di concentrarsi sul come muovere più velocemente il corpo e sul come mettere più "effetto frusta" nel vostro "lancio di energia" marziale.

Zhan zhuang allo stesso modo coltiva uno stato di presenza che non impedisce né le funzioni fisiologiche normali né impone o impianta una manipolazione anormale dei normali processi di biofeedback.

Come lo Zazen (la meditazione Zen seduta), Zhan zhuang è, né più né meno, attenzione al presente; incontrarsi con le cose così come sono piuttosto che come voi pensate dovrebbero essere. Come lo Zazen, vi ponete in una posizione, il corpo eretto, semplicemente e saldamente bilanciato, con la vostra schiena diritta. Comunque, dal momento che il Zhan zhuang usa una posizione eretta coordinata, ne risulta una migliore integrazione fra tutte le parti del corpo, specialmente fra le gambe e le mani.

Zhan zhuang può essere accuratamente definito come un esercizio interno e naturale. E' interno, in quanto il suo metodo di movimento si origina dal controllo dinamico di un essere vivente. Può essere chiamato a pieno diritto naturale in quanto accetta e rimane nei principi del mutamento, le regole della natura che noi oggi chiamiamo fisica.
Enigmaticamente, Zhan zhuang può essere definito una forma dentro la forma e una forma senza forma, un’espressione di linguaggio spaziale universale.

Khan Foxx

venerdì 25 gennaio 2008

Zhan Zhuang (站桩) - K. Foxx (2 di 3)

La potenza interna deriva dall’armonia accumulata di tutte le vostre parti e delle forze inerenti alle loro strutture, che sono capaci di lavorare insieme come un’unica entità unita. Essere colpiti da un blocco di ghiaccio, ad esempio, causerà un bel po' di danno in più che non essere colpiti da un sacco sciolto di gelatina, anche se entrambi sono fatti principalmente d'acqua. La differenza sta nel fatto che il ghiaccio è più consolidato.

Se appropriatamente allineato, l'intero corpo può essere fatto piegare come una unità singola (analogamente allo scoppio di una granata). Con la pratica potete imparare a rilasciare un largo "lancio" balistico attraverso il vostro intero corpo con una veloce flessione, iniziata da qualsiasi parte, ma recuperata dall'intero corpo, molto similmente ad un cavallo che trema e vibra per mandare via una mosca, o come fareste voi per respingere il freddo.

Quando le vostre azioni marziali possono essere compiute con la stessa facilità dei movimenti quotidiani come questi, allora la vostra abilità sarà senza metodo. E' quindi meglio che il vostro potenziale marziale non sia palleggiato attraverso tutto il vostro corpo, come tanta carne da mettere in mostra, ma rimanga naturalmente nascosta nella vostra anatomia e nei vostri riflessi, pronta quando ne avete bisogno. Imparare a muoversi come un’unità intera è la chiave per imparare questa specie di abilità.

Ma come fare in modo che tutte queste risposte intrinseche funzionino armonicamente a vostro vantaggio? Tutto quello di cui avete bisogno è di allenarvi regolarmente in una posizione eretta stabile, strutturalmente solida, anatomicamente corretta, dinamicamente bilanciata, mentre allo stesso tempo restate in uno stato di grande attenzione in modo da poter cogliere meglio le forze che cambiano e influenzano all'interno il vostro corpo e reagiscono ad esse armonicamente di conseguenza. Se ponete la vostra mente al posto giusto mentre state in piedi, il vostro corpo si prenderà cura di se stesso da solo.

Vedete, il corpo si è sviluppato per essere un sistema autoregolato, autopreservante e autodifeso che funziona meglio nella posizione in piedi, in alto. A causa della continua pressione di gravità, il corpo ha sviluppato il suo efficiente meccanismo anti-gravità, che si aggiusta controbilanciandosi con aggiustamenti riflessi. In altre parole, la posizione in piedi si mantiene da sola, e il corpo sa qual è l'estremità in alto. Per tutto il tempo in cui un individuo è in piedi, è richiesto un naturale livello di tensione per mantenerlo. C'è un continuo tendere e rilassare i muscoli antagonisti insieme contemporaneamente con lo scopo di mantenere il corpo in piedi e in una posizione di comando. Da qui, stare in piedi è un esercizio in se stesso.

Dal momento che tutto, dai sistemi alle strutture del corpo, è interrelato funzionalmente, stare in piedi mette insieme tutto questo per lavorare allo scopo comune: stare in piedi. Quanto più spesso lo fate, tanto migliori diventerete. Una mancanza di comunicazione fra una di queste parti trasferisce i suoi effetti sull'altra. Quindi la reciprocità funzionale, l'armonia reciproca delle parti del corpo scende lungo il "tubo". Sviluppare armonia all'interno vi permetterà di raggiungere armonia all'esterno (assomiglia al tema centrale della vita o no?).

Lo stare in piedi coordinato sviluppa il sistema nervoso centrale e periferico, modifica precedenti maniere di pensare e sentire, e, in cambio, un’alterata coscienza può alterare le funzioni interne e comportamentali.

Quando la posizione del corpo è strutturalmente in ordine, ciò aiuta, ma non interferisce con il miglior funzionamento dell'ordine fisiologico del corpo. Senza lo sviluppo di buoni rapporti fisiologici, non vi è né salute né il potenziale per un'arte marziale. Quando la cosa è perfezionata, questa posizione in piedi coordinata è facile da mantenere, perché la maggior parte del peso è supportato dalle ossa e non dai muscoli - che possono facilmente tenere il peso del corpo se sono correttamente allineate. I muscoli devono solo tendersi e rilassarsi ritmicamente per rendere stabile la posizione e correggere le deviazioni.

Come risultato, le ossa diventeranno più forti, mentre i muscoli, dal momento che sono sottoposti ad una tensione dinamica continua, diventeranno altamente elastici.
Senza lo sviluppo di una buona relazione cinematica, la vostra abilità marziale dovrà basarsi soltanto sulla forza brutale per arrivare agli scopi prefissi. Quindi, nel prosieguo della pratica, l'utilizzo di movimenti che necessitano di un’eccessiva forza muscolare, piuttosto che quelli che utilizzano la forza innata del disegno umano, svilupperà una mentalità che tende a rispondere nella vita con la stessa bruta forza fisica. Il modo in cui una persona pratica influenza le reazioni nella vita.

(continua)

mercoledì 23 gennaio 2008

Zhan Zhuang (站桩) - K. Foxx (1 di 3)


Quando penso che ho imparato l'inglese traducendo articoli di Inside Kung Fu negli anni '70, mi viene un po' da ridere. Rileggendo oggi questi articoli, mi rendo conto di quanto sia necessario avere gli "occhiali" giusti per capire a fondo il significato delle parole, specie nelle arti marziali.

ZHAN ZHUANG, UN METODO D’ORDINAMENTO DELLE DINAMICHE INTERNE

(di Khan Foxx)

Cos'è il Gongfu "interno"? Per la maggior parte degli entusiasti degli esercizi marziali significa allenarsi regolarmente in una serie di movimenti formali, che si suppone sbocchino in uno "sviluppo interno". Da qui questi ricercatori dell'interno iniziano con certi sistemi di esercizi marziali come il Taijiquan Yang, il Taijiquan Wu, lo Xingyi di Sun Lu-tang, il Liuhebafa di Chen Hsi-i, o l'Aikido di Ueshiba.

Generalmente, dopo aver speso un certo tempo con uno di questi sistemi, la maggior parte degli studenti comincia a deviare verso un altro stile, perché sentono che hanno bisogno di qualcosa "di più". Non di rado finiscono con una specie di "zuppa" di Gongfu.

Il problema che la maggior parte degli studenti non si pone è questo: "Questi sono o no esercizi interni?". La risposta è no, non realmente, sono prima di tutto esercizi marziali. Effettivamente non sono altro che un sommario di tutte le applicazioni tecniche importanti di un tema più centrale di principi interni che sono stati coreografati dai signori Yang, Wu, Chen, Sun, Ueshiba, e altri, tagliati su misura per i loro tipi di corpo e di carattere che soddisfaceva personalmente e individualmente il loro proprio ego.

D'accordo, allora cosa manca? Semplicemente questi studenti "vaganti" non sono mai arrivati alla parte dello sviluppo interno. Lo scopo qui non è di contare quanti sono i sistemi interni (in realtà, uno solamente), o qual'è il migliore, il più antico, quello che possiede più variazioni tecniche, che è più letale (tutti lo sono) o quale deriva direttamente da un prete taoista di grande reputazione e fama. Tutti questi maestri di fama erano bravi nel fare la stessa cosa, a prescindere da cosa sembrasse superficialmente; tutti avevano sviluppato la stessa forza basata sull'interno.

Cosa significa "interno"? Solo questo: esistono certi tipi di movimento di risposta che voi avete fatto senza sapere nulla degli antichi, arcani esercizi o delle loro filosofie. Sono modi di risposta che sono inerenti alle forze e alla dinamica della vostra anatomia e fisiologia, modi che sono presenti alla nascita e che quindi esistono senza alcun altro studio. Meglio possono essere definiti "innati", aggiustamenti riflessi che funzionano costantemente per tenere ogni cosa in un ordine bilanciato. Tipiche manifestazioni di questo sono la respirazione, il battito delle ciglia, tossire, scrollare le spalle, indietreggiare, rabbrividire, portare l'attenzione su qualcosa che cambia improvvisamente, i riflessi correttori che mantengono la testa eretta, l'alternanza di mani e piedi nel camminare, e ritirarsi davanti al dolore (ricordate l'ultima volta che vi siete bruciati? Dov'era andato a finire tutto quel "Gongfu del Dragone che ascolta con orecchie d'argento" che avete praticato per gli ultimi cinque anni?)

Allora come si possono sviluppare queste risposte intrinseche? Coltivando le armonie reciproche. Armonia è una di quelle parole bisbigliate degli esercizi marziali che si sentono spesso, ma si capiscono poco. Possiamo sentire, per esempio, che questi e questi movimenti sono in armonia con il suo spirito, o che manca di armonia con la natura, o che i suoi movimenti sono in armonia con quelli di qualcun altro. La coltivazione dell'armonia ha a che fare con la coordinazione attiva dei rapporti delle cose, coordinandole nella maniera in cui stanno in accordo bene e lavorano bene insieme.

(continua)

lunedì 24 dicembre 2007

Presenza


Mi piace quando riesco a scappare dagli impegni natalizi e a usare il tempo per la pratica nei parchi vuoti (tutti sono a fare regali o visite).
La pratica fatta in serenità dona chiarezza.
La condizione perchè la pratica sia completa: deve essere sia interna che esterna. L'aspetto psicologico, della mente, è ugualmente importante che quello del corpo.
Se il corpo riesce a stare per lungo tempo in posizione (Zhan Zhuang, ad esempio) è essenziale - porta cioè vera crescita - che la mente sostenga la pratica con la stessa qualità, quindi: sia rilassata, non conti il tempo che passa, non si distragga, sia serena, sia presente.
Facile a dirsi, meno facile a farsi, perchè la mente conosce molti trucchi. Essere consapevoli della propria mente, capire quando stiamo soffrendo, e quando stiamo volando alti.
Rimando al post del Zhang Zhuang: la leggerezza e la piacevolezza della pratica sono l'elemento base delle visualizzazioni.
Volare, spingere, tirare, fluttuare, tutto rimanda ad una pratica serena.
Ciò non toglie che ci sia un aspetto marziale, nell'intenzione, ma è morbida. Esattamente come morbidi sono i movimenti quando dobbiamo imparare ad usare bene le catene cinetiche nello Shili per emettere Fajing o Fali.
Buon Natale e buon 2008, ricchi di scoperte e di buona pratica.

giovedì 20 dicembre 2007

Stare in piedi (站樁)


Il Palo Universale (Zhan Zhuang - 站樁)

Il Palo Universale è una forma mistica d'arte marziale

Non potremo comprendere mai completamente come ciò avviene

Sembra un abbraccio fatto con volto sorridente

Usa la tua forza dall’interno


Sii rilassato e non usare forza

Sono nuvole che fluttuano nel vento da tutte le direzioni

Usa le forze che provengono dall’universo per sostanziare la tua forza

La tua forza viene dal tuo respiro


Non trattenere tutto con forza, lascia molto spazio per il movimento

Non piegarti ad una forza più grande

Muoviti in maniera morbida e naturale

La respirazione e i movimenti degli arti sono sciolti


E‘ come muoversi nello spazio

Dentro e fuori dei picchi e dalle nubi più alte

Scivolando tra aria e nuvole

Scorrere fluttuando con i venti


Con grazia, ma composto

Mantieni sempre calma e pace

Sostieni la testa alta con orgoglio

Abbraccia il mondo sopra di te


Chiaro e puro come un ruscello che scorre sottoterra

Come piombo che muta in argento mentre schizza velocemente verso la luna

Guardando dentro uno specchio antico per guardare dentro la tua anima

La tua coppa è piena fino all’orlo


Assolutamente libero da limitazioni e dall’ego

Puoi volare come se avessi ali

Punta verso un orizzonte senza confini

Come gettando un sasso nell’acqua


I cerchi diventano sempre più larghi

Con le tue mani spingi e apri i limiti dell’universo

Abbraccia da dentro

Cielo e terra e le diecimila cose catturano i tuoi pensieri


Gli occhi guardano fuori con determinazione

Le forze scorrono su e giù

Spingi ed abbraccia continuamente

I tuoi pensieri dovrebbero essere puri


Questo dovrebbe chiarire la tua mente

Questo dovrebbe domare tutte le malattie

Ritorna sempre al centro

Puoi difenderti ed attaccare a volontà


Devi possedere una volontà di ferro
Il principio è di rinforzare

Cerca allegria e salute
Il tuo corpo avrà dei benefici

Questo è stato tramandato dagli antichi
Questa forma d’esercizio può aiutarti senza limiti.

(Dalla tradizione di Wang Xiangzhai, Canto del Palo Universale della Scuola di sifu Kuo Lien Ying, maestro di Neijia)