Visualizzazione post con etichetta Fighting. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fighting. Mostra tutti i post

lunedì 24 giugno 2019

Sulla strada cosa funziona?



Quali sono i consigli che un esperto praticante di arti marziali, non più giovanissimo, potrebbe suggerirti, se gli chiedi che cosa funziona sulla strada e nella vita? I consigli sono sempre una cosa personale, ognuno ha i suoi o la vede in un certo modo, ma ci sono cose che tornano sempre, che tutti ripetono, e quelli in genere sono i migliori. Ecco alcuni dei più bei consigli che ho trovato validi.

1. Correre, camminare velocemente
Piuttosto che correre preferirei una camminata veloce, perchè è facile farsi male correndo, cosa che può metterci fuori uso per diverso tempo. Se abiti in un contesto urbano, è possibile trovarsi davanti più assalitori. Se pensi di poter distanziare dei ragazzi di vent'anni correndo, non hai una visione reale delle cose. Cerca di negoziare se possibile, ma se devi andarci dentro, fallo velocemente e brutalmente.

2. Saccone
Ottimo training, ma con un saccone è facile che ci si faccia male da soli. Se è un po' che pratichi arti marziali, questa è una fase che hai già visto anni fa, e comunque non riuscirai a mettere ko un giovane, perchè nel frattempo hai perso una buona percentuale della tua forza fisica. Concentrati sulle dita, palmi, gomiti applicati sui punti deboli come occhi, orecchie, gola, genitali, ginocchia. Porta sempre scarpe solide, non i sandali.

3. Pesi
Ok, vanno bene, aiutano a tenere su la muscolatura e la forza delle ossa. Usali in scioltezza e velocità non per il volume muscolare ma per la resilienza. Usa il corpo per muovere i pesi, non le braccia.

4. Fajin
Se non hai ancora il Fajin, allenalo e imparalo bene , perchè a quanto pare non si deteriora nel tempo. Ha il vantaggio della sorpresa. Sequenze di fajing sono preziose alleate per concludere un incontro, il colpo singolo non basta quasi mai.

5. Forme
Sono utili per l'equilibrio, e se sono realistiche possono funzionare bene come boxe con le ombre. Usale per connettere il corpo da dentro (lavoro interno!!!) e non da fuori...

6. Armi
Dimenticati quelle tradizionali, pensa piuttosto a carte di credito, chiavi, monete in un fazzoletto, bastoni, bottiglie, ombrelli.

7. Confrontati
Continua a insegnare e di tanto in tanto buttati in mezzo con i tuoi allievi, è facile pensare di essere ancora allo stesso livello di prima: solo se provi capisci se è vero.

8. Consigli per un buono stile di vita
- Niente bevande gassate (ossa indebolite e diabete)
- Fast food al minimo (obesità, pancia da birra)
- Sonno regolare (tempi di reazione)
- Esercizi oculari (percezione dello spazio)
- Meditazione (mente chiara nel momento del confronto)
- Praticare le "fruste" del corpo (aumenta la velocità)

(tratto da: "The Rum Soaked Fist MA Forum", un forum che ha un senso, non come altri forum italiani :-)

sabato 14 maggio 2016

Scambi di mano



E' sempre bello quando si incontrano persone che condividono alcuni nostri valori, delle prospettive, una parte di esperienze e hanno ancora voglia di mettersi in gioco, di aprirsi, di accettare l'altro prima di voler dire la loro a tutti i costi. L'umiltà, l'onesta intellettuale e la disponibilità sono ormai merce rara. Ieri sera ci siamo ritrovati in tre in garage da me per una sessione informale di Rushou con Sergio Fanton e Matteo Gatti, e ci siamo davvero divertiti. E' venuto fuori di tutto, ovviamente, e la cosa bella è che non ci siamo fatti mancare niente: dalle mani nude a tutte le distanze ai rattan, al coltello e alla thai.

Poi, per celebrare il bel momento, siamo andati a farci una birra nelle vicinanze, e da lì siamo andati avanti tre ore a chiacchierare. Pratica, esperienze, ricordi, maestri, metodi, desideri, pensieri, quante cose ci sono in una vita ... in cui non c'è solo l'arte marziale, ma questa fa da sottofondo a tutte le altre cose. Una birra, una bruschetta, una insalata, e il tempo è volato.

Volevo ringraziare gli amici per questi momenti. Non li dò mai per scontati. E grazie a Yuri che ci ha fornito i coltelli con cui lavoriamo sempre. E il Daodejing per l'impareggiabile ispirazione.

giovedì 5 maggio 2016

Dieci comandamenti della Boxe



Grandissima arte, capace di una sintesi unica, la nobile arte della Boxe ci insegna quasi le stesse cose che i vecchi cinesi avevano già capito e sperimentato. Ogni tanto fa bene tornare a rivedere i principi, e si scopre sempre di essere molto vicini, e mai lontani. In cima alla montagna tutti i metodi si somigliano. 

***

1. Colpisci per primo, colpisci per ultimo
Non mollare mai fino alla fine, sviluppa l'intenzione e la costanza

2. Per imparare devi ascoltare
Ting Jing

3. Perdi peso allenandoti, non ti allenare per perdere peso
Non focalizzare sul superfluo, verrà da solo come conseguenza di un buon lavoro

4. Il jab è importante
Gestire la distanza e il disturbo sono fondamentali, preparano il colpo giusto

5. Mani e piedi lavorano insieme
Nella Boxe come nel Neijia, non vedo differenze :-)

6. Dai tutto quello che hai, verrà ricevuto
Non ti tirare indietro, non ti risparmiare

7. Colpi al corpo contano
Danno il loro contributo, soprattutto psicologico

8. Schiva e ondeggia, fai perno e vai di lato
Gestisci il movimento usando il corpo e non solo le braccia, 

9. Montante, montante, montante
Il colpo definitivo viene dal basso, con tutta la forza della terra, niente di nuovo no?

10. Il condizionamento batte sempre l'ambizione
Un corpo non preparato avrà sempre meno possibilità, anche se è ambizioso

domenica 6 dicembre 2015

Un regalo di Nikola Tesla



Chi pratica con costanza rischia di cadere nell'abitudine e nella routine. Vedere una stessa pratica, un esercizio, una routine come già nota, non esplorare altre possibilità di movimento solo perchè non ce l'hanno mai detto, e quindi entrare in un loop di reazioni automatiche è molto facile. La mente è pigra e tende a limitare gli sforzi. Questo però limita le possibilità di capire quante altre possibilità contiene quel movimento, quel principio, quel movimento e di fatto ci rende limitati. La vita, come il combattere, non conosce limiti, e ci chiede spesso di riadattare tutto, di cambiare.

Il Baguazhang è composto di otto pezzetti di movimento, combinati prima in ordine (Badazhang), poi in concatenazione (Lianhuanzhang), e poi in modo libero (Youshenzhang). Lo Xingyiquan ha cinque pugni, dodici espressioni animali dei cinque elementi, e pratica libera su tre modalità: Ming Jing, An Jing e Hua Jing. Lo Yiquan costruisce la struttura (Zhan Zhuang), il movimento (Shili - Mocabu) e l'emissione (Fali-Tuishou). Il Taijiquan ha cinque posizioni, otto porte e pratica la forma normale, la forma allo specchio e la forma rovescia.

Esplorare, esplorare, esplorare. Andare oltre ogni limite, anche mentale. Buttarsi per terra e capire come funziona quel principio a schiena in giù e a schiena in su, su una gamba sola, sulle punte dei piedi, volando. Mettersi in Mabu e studiare il senso delle connessioni, cosa si connette con cosa. Tirare pugni a vuoto lasciandoli nascere da sotto, cercando di sentire il corpo e le gambe. Spostarsi come una farfalla quando pesiamo 80 o 90 chili, respirare e non smettere di respirare mai, pungere come vespe impazzite e pure mantenere il controllo. Lasciare la testa libera e sentire la pesantezza delle gambe. Respirare, vivere, sentirsi pieni, sentire il centro della pancia che si muove da solo e vibra come un serpente lungo la spina dorsale.

Natale è il solstizio d'inverno. L'uomo antico, quello su cui si è sviluppato il cervello che noi oggi usiamo in modo così differenziato e brillante, a quel tempo registrava inconsciamente il lento riallungarsi delle giornate, il ritorno della luce dal buio, il ritorno del caldo dal freddo. Gesù Bambino è la Speranza che torna a brillare nei nostri cuori, ma è non solo fede, è fisica e chimica emotiva.

Allora prendete tutto questo, mettetelo dentro un frullatore, agitatelo bene come farebbe un barman acrobatico, aggiungete voi stessi e i vostri desideri per il 2016 e versate con ghiaccio.

Nicola Tesla, un inventore che poteva cambiare il mondo, ma non ha potuto farlo, ha comunque lasciato un segno importante. La sua frase ha il potere di spaccare catene di pregiudizi e di aprire gli occhi e lo spirito a chi le sa leggere. Ve le metto qua di seguito, e sono certo che - come sempre - qualcuno avrà un'epifania, un satori, una piccola illuminazione.

Questo è il mio piccolo regalo per la vostra pratica del 2016. Un abbraccio.

"Se vuoi capire i segreti dell'universo, 
pensa in termini di: 
energia, 
frequenza 
e vibrazione".
(Nikola Tesla) 

martedì 1 aprile 2014

Kali & Karambit





Ebbene si, Ziran non si ferma mai :-) col primo sole siamo fioriti anche noi!

Dopo qualche mese di attività ridotta, con lo spuntare della primavera siamo riusciti ad organizzare un nuovo evento, che ci mettesse a contatto con il mondo del Kali e delle arti di combattimento filippine, andando a lavorare su cose solide e pratiche.

L'amico Andreas Engelhardt è un insegnante di Fuerth in Germania, ed è anche un collega di lavoro. Qualche anno fa ci siamo conosciuti, e abbiamo condiviso le nostre idee sulle arti marziali. Da allora abbiamo cominciato a pensare ad un possibile primo incontro, e con la pazienza siamo riusciti a realizzarlo sabato scorso.

Andreas è sceso dalla Germania con Rainer, sua amico ed allievo, ed noi di Ziran eravamo in quattro ad attenderlo. Abbiamo deciso di fare un allenamento in combinazione: al mattino ho insegnato io i basics di Kuai Wu Xing, e nel pomeriggio ha insegnato lui dandoci una panoramica "intensa" di Kali, del Dumog, del Panantukan e dell'uso del letale Karambit.

Sul Kuai Wu Xing posso dire solo che abbiamo insistito molto su radicamento, gambe e spostamenti per essere veloci ed efficaci, e un po' meno sulle combinazioni triplate e su altri elementi di questo metodo, che mi riservo comunque per un prossimo incontro che terremo a breve.

Sul Kali siamo partiti dai 12 angoli, per andare sulle tecniche di Cap, lavoro a due e poi siamo passati alle applicazioni a mani nude, aprendo un mondo affascinante e molto vicino al nostro del Baguazhang, grazie alle tecniche circolari, dirette, pulite, essenziali ed efficaci.

Ciliegina sulla torta, Andreas ci ha insegnato quattro o cinque buone applicazioni di quell'arma strepitosa che è il Karambit, entrando in dettagli anatomici che davvero fanno capire come i filippini hanno saputo gestire i rapporti con i loro vicini così ingombranti senza perdere l'indipendenza.

Davvero una giornata intensa e con lividi, ma con grande soddisfazione. Il pranzo è durato un paio d'ore, come di consueto, ed è stato all'insegna della gioia degli occhi e del palato. Un grazie alle nostre magnifiche vivandiere, che si prodigano sempre e rendono i seminari degli eventi.

La sensazione è che sia la prima di molte, molte altre con Master Andi.

martedì 3 dicembre 2013

I quattro animali del Baguazhang (2)



Torso di Drago

Le gambe rappresentano il rapporto con la terra e la forza di gravità, la spinta e il supporto che la Tigre garantisce quando le gambe hanno sviluppato abbastanza qualità.

Il tronco è invece la parte che rappresenta l'uomo e la sua centralità tra cielo e terra. Il torso, dal bacino alle spalle, forma un quadrato all'apparenza stabile e forte, che molto spesso non viene usato in tutta la sua potenzialità. Voglio dire che spesso il tronco diventa quella giuntura tra gambe e braccia che non ha forza propria. Quasi sempre è proprio il tronco nelle sue tre giunture (bassa, medio alta e alta) a cedere sotto il peso del pressing con un avversario che attacca.

In realtà il riferimento al Drago è molto precisa. La schiena è sostenuta dalla colonna vertebrale, che si snoda armonicamente su più piani: orizzontale (torsione), verticale (allungamento), trasversale (allungando una spalla rispetto all'anca opposta, avanti rispetto a dietro, etc.). Noi non siamo particolarmente attenti alla percezione della schiena, perchè abbiamo un numero limitato di ricettori nervosi (molti meno di quelli delle mani e dei piedi), per cui spesso tendiamo a "non sentire" la schiena. Così il mal di schiena è diventato il male più diffuso del nostro secolo.

Il Drago nella schiena ha quindi il compito di animare, di mettere in movimento, di far muovere organicamente tutte le vertebre, muscoli, costole e connessioni profonde in modo proattivo, in modo da aiutare e amplificare la potenza che nasce dalle gambe. Il bacino deve lavorare per sedersi e unire il pavimento pelvico per unire le gambe in una sola struttura (ricordate quel "chiudere l'ano"?). Non basta che la schiena sia solida e non si faccia disconnettere, deve essere attiva, viva, potente, vibrante, flessuosa.

Come un Drago. Questa analogia è veramente potente. Basta andare a vedere come muove la schiena un praticante di Xingyiquan della famiglia Dai, o un praticante di Yiquan, quei rari (rarissimi) maestri di Bagua o Taiji che ancora hanno l'arte del movimento interno, di Silat o di arti filippine, e là capirete quello che intendo. Si tratta di aggiungere il movimento della schiena - micromovimenti se vogliamo, ma potenti - nel movimento totale del corpo. E non basta farli a caso. Devono avere una logica, che si allena solo con un giusto allineamento del corpo, portato in movimento prima da fermo, poi delicatamente e poi piano piano sempre più con forza. Alla fine l'allineamento si unirà alla forza.

Questo era il motivo per cui il Taijiquan si pratica lentamente, dapprincipio. Poi si va veloci, come nel Baguazhang. Il Taijiquan lento è solo uno step della pratica, come la forma quadrata. La schiena del Drago è forte, si apre e si chiude, potente, da sola fa moltissimo. Se isoliamo il Drago nel nostro corpo e lo facciamo lavorare bene, creando catene cinetiche precise e finalizzate correttamente, la schiena diventa uno straordinario protagonista del nostro corpo. E la nostra salute sarà incredibilmente avvantaggiata da questo.

La simbologia cinese mette in evidenza la sinuosità e la flessibilità del corpo del drago, metà serpente e metà volatile. Si muove tra cielo e mare, ed è molto veloce. Se guardiamo un buon lottatore all'opera, non possiamo fare a meno di ritrovare la stessa sinuosa forza elastica. La schiena ha bisogno di questo, per essere protagonista di ogni movimento e di ogni attimo del combattimento.

(continua)

TNC Traiettorie Non Convenzionali



Uno dei fattori di successo in combattimento è l'uso delle TNC, traiettorie non convenzionali.
Tutti siamo abituati ad allenare e a immaginare un attacco portato dalla linea centrale verso il nostro centro o viso nelle modalità classiche tipo boxe o attacco diretto. Già essere in grado di gestire il tempismo, la velocità, l'intenzione e le linee di un aggressore meritano una lunga analisi e molto lavoro di sparring.

Ma il bello viene quando si tratta di immaginare e prevedere, soprattutto reagire su attacchi non convenzionali. Le linee più pericolose sono i ganci e i montanti, ma nell'uso delle arti marziali più evolute, i colpi si "sganciano" dal corpo negli angoli e nelle situazioni più impensate, spesso in condizioni in cui non pensiamo sia possibile, tipo in clinch o nel corpo a corpo. Pensate ai pugni d'incontro, quasi sempre definitivi.

In quei momenti, un corpo allenato ad essere flessibile e cedevole, ma a recuperare istitnivamente le catene cinetiche anche in condizioni di relativa immobilizzazione, riesce a tirare fuori dei colpi che possono risultare - se non devastanti - comunque efficaci per ricreare una distanza, disturbare l'avversario e poi portare a fondo un secondo o terzo colpo quando la distanza aumenta, aumentando anche l'efficacia.

Questo è il frutto delle considerazioni fatte stasera in sparring con Sergio, e invito i lettori ad una riflessione sul calcolo delle probabilità in un combattimento. Tutti ci auguriamo di avere un avversario che una volta bloccato ad un braccio o ad una spalla non si muova più e risulti immobile quel secondo o due che ci servono per organizzare un attacco finale. Spesso quello che ci ritroviamo è una specie di serpente che cambia postura anche quando pensiamo di averlo bloccato.

Questa flessibilità e densità e connessione insieme anche negli angoli più complessi di un movimento umano, noi la chiamiamo abilità corporea. Un pugno che arriva dall'alto al basso mentre stiamo stringendo mezzo corpo per mandarlo a terra e ci colpisce la tempia, una mano che entra alla gola e blocca il respiroalla base del collo, dita che arrivano sugli occhi quando pensiamo che non sia possibile. Questo intendo come TNC.

Se riusciamo a sviluppare una attenzione e una attitudine anche per queste linee e possibilità, il nostro lavoro si fa più interessante e più sicuro. E, di colpo, saranno chiari tanti principi che ci ostiniamo a chiamare interni, perchè ci mettono una vita ad entrare nella nostra zucca.

"Se non ti aspetti l'inaspettato non scoprirai la verità".

Grazie Sergio

domenica 20 ottobre 2013

24 pilastri del combattimento



I 24 Pilastri del Combattimento secondo Sifu Mike Patterson

1 . La distanza deve essere tale che , quando le mani dei combattenti sono tese verso l'esterno , le dita possono intrecciarsi . Quando i polsi si toccano, attacco!

2 . Osserva le nove porte di attacco e impara a utilizzarle in combinazione.

3 . Movimento e immobilità sono uno cosa sola; entrambi possono essere difese adeguate .

4 . Mai più di due passi completi in una singola direzione. Non inseguire. Un combattente intelligente aspetterà il terzo passo per usarlo contro di te.

5 . Ci sono quattro distanze di combattimento : piede, mano , intrappolare e lottare. Conoscerli bene ed essere in grado di passare facilmente da una all'altra .

6 . I migliori combattenti attaccano sempre, anche quando difendono. Impara a sfruttare le abitudini del tuo avversario.

7 . Dovendo scegliere tra chiudere all'interno e all'esterno , scegli sempre all'esterno.

8 . Usa il braccio piegandolo dalla mano al gomito alla spalla, e viceversa .

9 . Una volta che trovi la chiusura, incollati all'avversario fino alla conclusione.

10 . Il momento migliore per calciare è quando l'avversario si muove in avanti o indietro , subito dopo che ha tentato di creare un ponte.

11 . Gli arti sono di solito vulnerabili .

12 . Gioca sempre con un angolo di 45 gradi rispetto alla linea centrale di attacco.

13 . La velocità deve essere variata allo scopo di guidare la mente dell'avversario.

14 . Mai telegrafare - i colpi devono essere inferti dalla posizione dove ti trovi.

15 . Guarda gli occhi dell'avversario (o la gola) in un incontro singolo. In situazioni di minaccia multipla , guarda verso il basso.

16 . La forza usata saggiamente è un vantaggio, ma diffida sempre della "trappola ".

17 . Il dolore è un modo efficace per guidare la mente dell'avversario.

18 . Quando "guidi il corpo" sii attento , sensibile , e mantieni la tua sfera.

19 . Anche se è più facile da impiegare, la difesa non vincerà mai una battaglia.

20 . Tutti i veri attacchi iniziano dai piedi.

21 . Boxa un "kicker", calcia un "pugile".

22 . Spazza una posizione alta, attacca una posizione bassa .

23 . Studia il doppio colpo ed i quattro metodi di utilizzo. Sono inaspettati.

24 . Esplora la tecnica per cogliere il principio, mantenendo principio dimentica la tecnica.

Sifu Mike Patterson

(Nella foto, Luca e Sergio qualche tempo fa in uno scambio di guanti)

martedì 9 ottobre 2012

giovedì 4 ottobre 2012

Come una macedonia



Ci sono cose che arrivano che non sappiamo come classificare, come gestire, e ci rimangono di traverso nello stomaco. Per digerirle ci vuole tempo e pazienza. A volte diventano dei blocchi di stomaco, e ci viene da vomitare. Ma non si riesce sempre a espellerli.

I nostri pensieri navigano nella mente indisturbati. Fanno quello che vogliono e ci modificano lo stato d'animo, la serenità, la vita tout-court. Per anni ho studiato meditazione e praticato  Zhan Zhuang, ma solo di recente ho capito che tutto quello che avevo studiato era rimasto a livello intellettuale.

La pratica deve scendere nel concreto. Oscilla costantemente tra intelletto e corpo, ma alla fine è la pratica che fa la differenza. Anche nel nostro modo di pensare. Il pensiero è il maestro. Se chiedete ad un combattente quanto è l'aspetto mentale in un combattimento, arriverà a dirvi cose che sembrano assurde: 80, 90 per cento.

Per questo ho deciso che si terrà un incontro ad ottobre 2012 (sabato o domenica da definire) di 4 ore sul pensiero e sul modo di gestire i pensieri, riconoscendoli, osservandoli, capendoli e accettandoli, infine guidandoli nella direzione che noi vogliamo imprimere loro.

Il Qigong era la pratica dei guerrieri perché insegnava a gestire lo stato d'animo attraverso i pensieri, le immagini, i film che ci proiettiamo dentro volendo e anche senza volerlo. E' fondamentale arrivare a certi appuntamenti con la vita con una mente affilata e chiara.

Questo era nelle intenzioni di chi ha trasmesso i migliori lavori interni.

mercoledì 11 gennaio 2012

Gang Rou Shou



L'unico modo per imparare a combattere è combattere. I livelli di intensità e di rischio sono a scelta di ognuno nella pratica, e sappiamo tutti che un vero combattimento da strada o sul campo di battaglia è brutale, molto rapido e senza pietà.

Per acquisire invece una ragionevole attitudine con uno o più avversari, esistono metodi che permettono di acquisire abilità, occhio, velocità e forza per avicinarsi al combattimento. Non vanno confusi con il combattimento, ma permettono l'avvicinamento a chi svuole esplorarlo in maniera sana.

Sabato prossimo 14 gennaio dalle ore 9 alle ore 13, al parchetto di via Puccini a Caldogno, ci ritroviamo per analizzare da vicino il meccanismo di questi due primi livelli di pratica, Rou Shou e Gang Shou, "mani che impastano" e "mani dure". Partiremo da una mano e passeremo a due mani, esploreremo il concetto di "giardino" e di chi sta "sopra" e chi sta "sotto", l'uso dell'intenzione, gli angoli di attacco e il senso del movimento.

Ci sono alcune piccole regole auree per un sano Rou-Gang Shou, e sabato le vedremo. Sono alla base di qualsiasi lavoro a coppia nel lavoro interno.

Come al solito, consiglio equipaggiamento adatto, ben coperti (ci sarà il sole), carta e penna e magari qualche macchina fotografica per immortalare il momento e le braccia.

(Nella foto, Carlo e Sergio - di schiena - in un rudimento di Rou Shou, a dicembre 2011)

lunedì 21 novembre 2011

Le migliori 20 + 3 frasi sulle Arti Marziali




Dove si può scegliere solo tra codardia e violenza, sceglierei la violenza.
(Mohandas Gandhi)

La nazione che insiste nel tirare una netta linea di demarcazione tra l’uomo che combatte e l’uomo che pensa, rischia che le sue lotte siano condotte da folli e i suoi pensieri siano formulati da codardi.
(William Francis Butler)

Chi impara solo da se stesso, ha un folle come maestro.
(Ben Jonson)

La più debole delle debolezze è una virtù che non sia ancora stata messa alla prova del fuoco.
(Mark Twain)

Per primo il coraggio, poi la potenza, per ultima la tecnica.
(Author unknown)

Ognuno di noi ha un piano in mente, finchè non viene colpito.
(Joe Lewis)

Cerca di non seguire le orme di un vecchio; cerca quello che ha seminato.
(Matsu Basho)

Non interrompere mai il tuo nemico quando sta facendo un errore.
(Napoleone Bonaparte)

Chi sovrasta il suo nemico con la forza, lo sovrasta solo a metà.
(John Milton)

L’uomo più ricco è quello i cui piacere sono i più poveri.
(Henry David Thoreau)

Un uomo esperto in battaglia prima di tutto si rende invincibile, e poi attende che il nemico esponga la sua vulnerabilità.
(Sun Tzu)

Non temo un uomo che ha praticato 10.000 calci una volta sola, ma temo l’uomo che ha praticato un solo calcio 10.000 volte.
(Bruce Lee)

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza, quindi, non è una azione, ma una abitudine.
(Aristotele)

Un guerriero può scegliere se essere pacifista; gli altri sono condannati ad esserlo.
(Anonimo)

Non mi piace la morte, ma ci sono cose che mi piacciono ancora meno della morte. Quindi, ci sono volte in cui non temo il pericolo.
(Mencio)

Non colpire, se c’è una possibilità onorevole di evitare di colpire; ma se colpisci, non essere delicato.
(Theodore Roosevelt)

Se desideri la più grande tranquillità, preparati a sudare.
(Hakuin)

Piangi nel dojo. Ridi sul campo di battaglia.
(Anonimo)

In tempi di pace, l’uomo di guerra attacca se stesso.
(Friedrich Nietzsche)

Ci sono due regole per avere successo nelle arti marziali. Regola numero uno: non dire mai agli altri tutto ciò che sai.
(Anonimo)

Più sudi in palestra, meno sanguini in guerra.
(Shin Dae Woung)

Se lo posso fare io, lo puoi fare anche tu.
(Dan Inosanto)

Per conoscere veramente le arti marziali, devi avere una trasmissione orale.
(Dan Docherty)

(Da: http://www.martialdevelopment.com/blog/best-martial-arts-quotes/ e le tre ultime aggiunte personali.
Foto da: www.alivenotdead.com)

lunedì 17 ottobre 2011

Le lame del Baguazhang



Mi piacerebbe sapere se c'è qualcuno tra i lettori di questo blog che ha un'idea di quali e quante siano le lame del Baguazhang.

Per lama intendo il concetto di Zhang, che molti traducono con "palmo", ma che in realtà è un concetto molto più esteso e complesso.

Attenzione, non sto parlando dei coltelli a gomito o delle corna di cervo, parlo di mani.

Siccome so che ci sono dei grandi esperti tra i lettori, che sanno tutto delle discendenze e degli aneddoti mistici dei grandi maestri, dovrebbe essere facile per loro spiegarmi questo dettaglio - piuttosto importante in realtà, perchè senza questa comprensione la pratica non esiste...

Dunque:
1 - Quante lame nel Baguazhang?
2 - Come si usano?
3 - Che struttura hanno?
4 - Da dove prendono potenza?
5 - Come si muovono?
6 - Corrispondono a quali Jin?

Al vincitore, che risponderà in maniera più completa, andrà un'ora di lezione di Baguazhang privata con me.

Vediamo chi accetta la sfida!

Luigi

(Nella foto un giovane e forte Sun Sikun, maestro di Baguazhang sotto Cheng Dinghua)

lunedì 1 agosto 2011



"Quando ti alleni, devi rispettare le regole.
Quando combatti, puoi scegliere di non rispettare le regole"

He Jinbao

(Nella foto, He Jinbao praticando She Xing con Loriano Belluomini)

domenica 29 maggio 2011

Jean-Jacques Machado



Il mio primo seminario di Brazilian Ju Jitsu (o BJJ come lo si abbrevia ormai dappertutto) è stato un momento magico, sia per la personalità straordinaria di  Machado, sia per l'ambiente e le persone che ho incontrato di nuovo a Modena. Il corpo a corpo ha un suo fascino che è inutile negare, bisogna saperlo usare e soprattutto sudarci.

A breve seguiranno altri incontri di BJJ con gli amici di sempre, Dario Bacci e Paolo Ciriesi, per cominciare un percorso. Ad maiora!

mercoledì 18 maggio 2011

Esperienza



"Nell'arte del colpire, un calcio o un pugno possono essere usati per aprire la porta.
Nell'arte della lotta, uno strattone verso il basso può essere usato per aprire la porta.
Se le mani sono alte, attacca il corpo.
Se le mani sono basse, attacca la testa.
Se le mani sono estese, attacca ai fianchi.
Se attacca di braccia, evadi di lato.
Se attacca di gambe, vai dritto dentro.
Non attaccare per primo, ma sii pronto all'attacco.
Attacca per primo, ma sii pronto a cambiare"

lunedì 16 maggio 2011

Le cinque essenze dell'arte marziale



"Le arti marziali cinesi sono composte da:

1. 時間 (Shi Jian) - timing

2. 機会 (Ji Hui) - opportunità

3. 角度 (Jiao Du) - angolazione

4. 力的使用 (Li De Shi Yong) - colpire

5. 平衡 (Ping Heng) - equlibrio

Il Fajin è solamente un quinto di tutto ciò".

Sifu John Wang

(Da: "The Rum Soaked Fist", forum di arti marziali cinesi)

sabato 7 maggio 2011

Scambio di mani



Oggi ci è venuto a trovare il maestro De Toffoli, insegnante di Ju Jitsu e trainer di Krav Maga, e ne abbiamo approfittato per scambiare quattro ... "legnate" di Kali e un po' di Krav Maga, per non perdere le buone abitudini. Sperando che il bel tempo e la non eccessiva distanza ci permettano di incontrarci spesso, non posso che ringraziare il maestro e il buon Sergio.

Buona estate, alleniamoci molto, è così bello!

(Nella foto, di schiena il M.o De Toffoli, di fronte Sergio Fanton)

venerdì 6 maggio 2011

Superare le preoccupazioni



1. Vivete un giorno alla volta

2. Per affrontare i problemi:

a) Chiedetevi: "Che cosa mi può capitare nel peggiore dei casi?"

b) Preparatevi ad accettare che si verifichi la cosa peggiore.

c) Migliorate la situazione partendo dal peggio.

3. Ricordate il prezzo esorbitante in termini di salute che potreste pagare a causa dell'ansia.


(Da: "Dale Carnegie's Golden Book", l'estratto degli insegnamenti di Dale Carnegie, nella foto)