Sabato 15 e domenica 16 agosto si terrà in Istria, a Pula o a Rovigno, vedremo secondo il tempo, il terzo seminario seminario di approfondimento del Baguazhang con il maestro Luigi Zanini.
Si tratta di un appuntamento speciale, sia per il fatto che siamo nel cuore dell'estate, a Ferragosto, e quindi sarà una bella pratica "di cuore" (vedi riferimenti di MTC) e per i pochi di buona volontà che vogliono praticare durante le ferie, sia perchè si tratteranno alcuni argomenti "chiave" del Baguazhang. Come sempre ;-)
Con il tempo abbiamo gettato una base solida di lavoro con i ragazzi di Pula e di Pasin, e adesso cominciamo ad entrare nel dettaglio della tecnica. Teoria e pratica, forma e tuishou si devono integrare piano piano per arrivare al perfezionamento. Abbiamo preparato la base per l'aspetto Yin del Baguazhang, adesso cominceremo a sviluppare la parte Yang. Cosa vuol dire? Lo scopriremo praticando.
Chi ha studiato Baguazhang con me sa che l'obiettivo è di acquisire una forma dentro la quale inserire il contenuto, e sviluppare il contenuto per dare concretezza alla forma. Non sempre il percorso è diritto e logico, ma in realtà si tratta di annaffiare costantemente i principi del Baguazhang con l'acqua della pratica, per permettere alla pianta di crescere dritta, forte e rigogliosa, e quindi di essere viva e vitale.
Per informazioni: Suzi Jankovic, tel. 098 335 388
(Nella foto David in applicazione di BGZ su Boris, ultimo seminario 2009)
venerdì 31 luglio 2009
Baguazhang a Pula, 15 e 16 agosto '09
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domenica 26 luglio 2009
Il circolo del sabato
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venerdì 24 luglio 2009
Jian con Vittorio
Ultimo tributo alla memoria dell'amico e Maestro Vittorio Bottazzi, almeno da parte mia. Come un comune amico ama ripetere (anche stasera al telefono) "prima di tutto la pratica", e credo che anche Vittorio condividesse questa filosofia. Un saluto ai suoi allievi e un invito a portare avanti quella ricca eredità che Vittorio ha saputo passare loro.
Dopo una giornata trascorsa sulle rive del lago di Fimon, a berci un te al limone nell'ultimo sole della giornata, con Laura e Cristina che chiaccheravano amabilmente, la serata si preannunciava tranquilla. Di ritorno a casa, dopo cena con Vittorio ricominciammo (in realtà, come con tutti gli appassionati, si tratta di discorsi che non finiscono mai, si interrompono solo ogni tanto per necessità contingenti) a parlare di Baguazhang, di arti marziali, di armi e di altre cose.
A Vittorio interessava vedere il maneggio delle mezzelune del Baguazhang, e così, dopo tante parole, decidemmo di andare a praticare al parco dietro casa mia, nonostante fossero le dieci di sera. Per me non era una novità, perchè per praticare con un po' di tranquillità è meglio di notte o al mattino molto presto. Ci portammo dietro anche un Jian, perchè ci sembrava interessante vedere il maneggio che si fa nel Baguazhang di questa arma, e confrontarmi con l'esperienza di Tiaji Jian di Vittorio.
Il mio ricordo è che ad un certo punto ci siamo trovati a duettare con il Jian, uno con la spada, l'altro con il fodero, e per una lunga decina di minuti abbiamo "danzato" nel silenzio irreale del parco scambiandoci colpi, tagli, fendenti e affondi. I movimenti erano morbidi, fluidi, apparentemente senza sforzo, e il tempo non esisteva più, perchè quando tutto si concentra nell'arma e il corpo naturalmente segue e si adatta rapidamente. Una tecnica di Vittorio entrava, poi la mia spada lo toccava al polso, lui deviava e raggiungeva la mia gamba, ed era ogni volta una scoperta di un punto vulnerabile, di una nuova tecnica, di un movimento mai provato prima. Tutto avveniva in assoluta scioltezza, era davvero uno "scorrere insieme", pur cercando il risultato pratico, ma in maniera rispettosa e senza ego.
Sono momenti rari, queste "epifanie" arrivano come regali, come quando con Sam Masich abbiamo improvvisato un duello Jien - Lu Jiao Dao davanti al castello di Stirling nel 2008 a Tai Chi Caledonia. Le cose belle nascono senza cercarle, naturalmente, e sono il punto di arrivo di tanta pratica e di una evoluzione tecnica e mentale, in cui si è capaci di lasciar andare le cose, che diventano "ziran", spontanee, come dovrebbero essere.
Vittorio, dopo i virtuosismi dello scambio di Jian, si fermò ad un certo punto e con un bel sorriso, tra il sorpreso e il soddisfatto, disse: "Cavolo, bello!". Sudati e contenti, continuando comunque a chiacchierare di mille cose, ci incamminammo verso casa. Quel sorriso, quel momento magico notturno della pratica resteranno uno dei ricordi più belli di Vittorio, insieme al seminario di Torino e alla splendida cena con Ermanno e Marco.
(Nella foto, Jian e Dao incrociati. Nella simbologia tradizionale delle arti marziali cinesi, il Jian rappresenta il Drago, quindi lo Yin, perchè il Jian lavora di fino, taglia tendini e muscoli e punti delicati; mentre il Dao rappresenta la Tigre, quindi lo Yang, perchè lavora di potenza, taglia e squarta. Jian e Dao quindi sono lo Yin e lo Yang insieme, potenza e abilità insieme)
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martedì 21 luglio 2009
Baguazhang & Yinyang Bapanzhang
Scopro un interessante articolo sulle analogie e similarità tra Baguazhang, Yinyang Bapanzhang e e Xinyi Liuhequan.
Nota bene: scuole storiche quali Sun e Fu usano lo Ziran Bu, o "passo naturale", detto anche "passo tallone-punta" o ancora "passo del Leone". Sono un sostenitore di questo metodo per la sua estrema praticità in situazioni reali di applicazione.
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domenica 19 luglio 2009
Salutando un amico
***
Ci sono giorni nella vita che speri non arrivino mai, che non vorresti mai dover vivere in quel modo.
venerdì 17 luglio 2009
Maestro Vittorio Bottazzi
Giovedì 16 luglio 2009 attorno alle ore 20, il maestro Vittorio Bottazzi di Torino ha lasciato il corpo.
Vittorio ha mantenuto intatto il suo spirito di ricerca negli anni, andando a ricercare in Cina le radici del Nei Jia. Infatti, dopo anni di formazione al Taijiquan e di prolifico insegnamento, il maestro Bottazzi è partito per gli angoli più remoti della Cina alla ricerca del Taijiquan antico del villaggio Chen, del Baguazhang "di sintesi" di Zhao Daoxin, dell'Yiquan da combattimento più vicino alle fonti. Per primo ha invitato in Italia il figlio maggiore del famoso maestro Yao Zhongsun di Yiquan.
Con Vittorio ci eravamo conosciuti anni fa durante un seminario di Yiquan, e nel 2008 abbiamo organizzato un seminario di Baguazhang a Torino. E' stato un evento ricco di incontri e di scambi, di confronti e di arricchimento personale. Là ho conosciuto Vittorio e Cristina in modo più vicino e sostanziale, come anche nella loro successiva visita a Vicenza nell'autunno 2008. Lasciano un grande segno nella memoria la sua grande cultura, la sua labirintica ricerca di informazioni, la sua grande videoteca, il suo approccio alla pratica fatta - come nella migliore tradizione - di "provando e riprovando" di galileiana memoria.
Ricercatore instancabile, riservato e schivo, lontano dalla ribalta mediatica e informatica, ma allo stesso tempo temperamento vulcanico e organizzatore sempre in movimento, Vittorio ha lasciato una impronta profonda e importante, perchè è stato il "principio attivatore" di migliaia di praticanti, dei suoi allievi e degli amici e compagni di pratica. Lo ricordo con il suo sorriso sornione, gli occhi a fessura che ti guardano di sbieco, le mani eleganti sempre in movimento e la sua voce levigata.
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venerdì 10 luglio 2009
Il Mutamento
"Temere il mutamento?
Ma che cosa potrebbe mai prodursi senza mutamento?
Che cosa v’è di più caro e familiare alla natura universale?
Tu stesso, potresti forse farti il bagno caldo senza che la legna si trasformi?
O nutrirti, senza il metabolismo degli alimenti?
E quali altre operazioni utili potrebbero mai compiersi senza il mutamento?
Non vedi, allora, come anche il tuo stesso mutare sia della stessa specie e ugualmente necessario alla natura universale?"
"Sono pochi quelli che hanno il diritto di criticarci.
Può averlo solo chi è in prima linea con noi e affronta le stesse prove; solo chi scende con noi nell'arena, con le mani sporche, la fronte sudata e qualcosa per cui lottare può esprimere la sua disapprovazione".
Marco Aurelio, imperatore romano
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giovedì 9 luglio 2009
Ultima sera a TCC
Ogni cosa bella finisce, e anche Tai Chi Caledonia non fa eccezioni. Domani mattina si fa colazione e poi si parte, saluti, abbracci e qualche lacrimuccia. Questa sera all'università di Stirling si rientrerà dall'allenamento alle 17.30, ci sarà chi fa ancora tuishou all'aperto davanti agli chalet fino a tardi, chi ripassa la forma che ha appena imparato, chi con un birra sugli scalini dello chalet intrattiene discorsi sul senso della vita, chi va a vedersi per l'ultima volta il Wallace Memorial che sta a 10' di passeggiata da lì e così via.
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mercoledì 8 luglio 2009
Disperazione, illuminazione
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