martedì 21 giugno 2011

Trasmissione



Ieri sera studiavo Baguazhang e spada dritta (jien) la notte nel parco. Mi sono sentito davvero bene. Durante queste sessioni di pratica silenziosa, di scoperta, di sudore e di passione, riscopro il vero motivo per cui pratico queste arti. Le arti seguono i tempi, e questi tempi chiedono molte capacità diverse armonizzate insieme.

Ogni arte marziale contiene il suo aspetto di combattimento puro e duro, di mantenimento del corpo e pratica calitennistica, oltre all'aspetto equilibratore del controllo della mente. Serve da controbilanciamento ad un mondo che fuori di noi minaccia di perdere i pezzi ogni giorno. La pratica mi rimette insieme e mi dà completezza, e non risponde alle leggi del mercato, ma solo ad un "bisogno" percepito nell'anima.

Quando pratico sono felice, e penso quanto sarebbe bello se potessi trasmettere quello che ho capito e quello che sto praticando alle persone che ho intorno, dare loro la mia esperienza e fare in modo che crescano veloci, capaci, competenti, sicuri, meglio di me!

Invece questo non è possibile.

La Natura ha previsto percorsi diversi per ogni anima, tempi lunghi e percezioni diverse della realtà, ma soprattutto ha inserito una "sicurezza" fondamentale (come in una bomba a mano) che non permette di avere uno autentico scambio profondo tra esseri umani senza prima passare per tutta una serie di altre esperienze collaterali, che a volte chiamo le Nove Porte (Jiu Men).

La trasmissione è un progressivo avvicinarsi di insegnante e allievo, in cui si impara a conoscerci, a rispettarsi, ad accettare i limiti reciproci, a non criticare, a non condannare, a dare quello che l'altro può comprendere e nutrirlo in maniera adatta in tutte le fasi della sua crescita. Ognuno dei due è parte attiva e vitale del processo, con tutti gli errori e le reazioni sbagliate che ci possono essere. Ma deve essere vitale.

Come mi è stato insegnato, la chiave ultima è nella "trasmissione orale" delle istruzioni, che include la dimostrazione del movimento, il senso del movimento, le applicazioni propriamente dette, e insieme tutti i dettagli del corpo e del movimento che altrimenti restano nascosti:  i trucchi, l'esperienza e le abilità che vanno insieme. Occorre avere occhi attenti, una malizia nello sguardo, la voglia di imparare e di farlo diventare nostro, mentre l'insegnante apre le porte e cerca il cuore. Aspettare il vermetto funziona solo finchè l'uccellino non vola. Poi deve provvedere da solo.

Ma soprattutto occorrono spiriti puliti, onesti, trasparenti, forgiati dalle esperienze, ma comunque rimasti il più possibile trasparenti e sereni, con il sorriso sulle labbra. Non sto parlando di persone perfette, ma vere ed oneste. Esistono Maestri e maestri, e bisogna velocemente imparare - sempre a proprie spese - che differenza c'è e chi vogliamo seguire. Quando ci si incontra con persone vere, sappiamo già dall'inizio che le cose potranno andare avanti, cresceranno, si evolveranno e avranno una loro vita. Magari un domani ci si lascierà, ma così doveva essere.

Finchè non c'è passione che accende la nostra pratica, siamo a rischio di spegnimento ogni giorno. Finchè attendiamo il traino, reputiamo gli altri la causa della nostra progressione lenta. Finchè cerchiamo il movimento perfetto, non ci sarà spazio per capire dov'è il nostro movimento. Finchè non ci sentiamo bene in ciò che facciamo, non potremo farlo diventare profondo.

(Nella foto Saar e Sergio praticando Gangshou)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra di leggere tra le righe una nota polemica,o è solo un po' di malinconia,o forse un'analisi della nostra società attraverso la pratica marziale?Comunque ,come ho avuto la fortuna di constatare lavorando con te ,stai, secondo il mio modesto parere,percorrendo la strada corretta,poi il resto ci può stare oppure no,certo sarebbe bello che tutte le nostre attese si realizzassero,anche in minima parte,ma cosa vuoi farci, la vita è così e l'importante secondo me è che tu sia convinto e soddisfatto di quello che fai....io nel mio piccolo lo sono come sono contento di confrontarmi con te...saluti ed a presto.Sergio

kentor ha detto...

complimenti per la profondità di intenti Ekpito

Luigi ha detto...

@ Sergio: forse si, Sergio, c'è una nota di malinconia, ma è parte della vita no? Non saremmo umani altrimenti.
@ Kentor: grazie per il messaggio, fa piacere sapere che qualcuno condivide. Belli il blog e il sito, adoro la boxe e l'Yiquan, buon lavoro ragazzi.