mercoledì 11 aprile 2012
Shen, fare la differenza
Nella pratica di tanti anni, ho avuto modo di vedere in profondità la differenza tra i diversi modi di praticare, e delle intenzioni che stanno dietro, cioè quello che veramente vogliamo dalla nostra pratica. Alla fine non si tratta di una differenza di stile o di maestro, perchè ogni persona pratica - presto o tardi - secondo quello che è il suo modo di essere. Quindi una parte molto "pesante" della pratica, quella che ci apre la porta alla crescita interna (intesa come personale e integrale) è racchiusa nell'intenzione, nel pensiero, nel modo in cui pensiamo, in ciò che ci motiva a praticare.
Si chiama Shen, o Spirito Imperiale, quello che spinge, motiva e accompagna il cuore nei suoi battiti. Da lì parte la prima delle sei "armonie" (六 合), che altro non sono che catene cinetiche, tre fisiche e tre mentali, che connettono il corpo e la mente, nella pratica come nella vita. Se non c'è Shen, non ci può essere altro, la catena è interrotta, perchè se manca lo spirito, la pratica non ha posto dove nascere. Cosa intendo per Shen? Intendo lo "spirito", non solo l'energia vitale di una persona, ma ciò che lo motiva a vivere, la spinta emotiva, l'intenzione originaria, la voglia di fare, lo spunto che abbiamo quando ci prende un desiderio e lo vogliamo raggiungere. E' difficile riassumere questo concetto, lo possiamo chiamare "voglia di vivere".
Senza questa manifestazione di Shen, non si raggiunge nulla e si resta in balia degli avvenimenti. Non siamo attori ma "reattori", ciò funzioniamo solo in un processo di reazione agli eventi. Difficilmente potremo essere creatori del nostro futuro, perchè saranno gli eventi a gestire la nostra direzione, anche perchè sono molto più numerosi di quello che sappiamo gestire normalmente.
Se siamo abbattuti, depressi, tristi, comunque in uno stato di bassa energia e quindi di scarsa volontà, lo Shen sarà bloccato, al di sotto delle sue capacità. Siamo sotto la linea di galleggiamento, quella che definisco come la fase dell'Imitazione. Imitare non richiede sforzi importanti. Basta fare come fa l'altro, lo fanno in tanti quindi è giusto così. Mai farsi domande, mai innovare, mai andare oltre il dovuto. Spesso, anche dopo molti anni di pratica, non abbiamo fatto altro che imitare, un maestro piuttosto che un altro, guardando video, e continuando a domandarci sotto sotto: ma chi ha ragione? chi è più efficace? quali sono i motivi della mia pratica? perchè esistono tanti stili diversi? In questa fase siamo ancora con il "sedere per terra", a guardare il mondo stupiti e indispettiti, frignando e pensando che lamentarci ci possa essere di qualche consolazione.
Ancora, in questa fase siamo dei "follower", persone che seguono, e seguiamo gli altri. In questo campo i maestri di arti marziali (in generale) hanno creato intere generazioni di follower, e raramente di leader (anche perchè questo richiede molto all'allievo, che preferisce restare follower). Molto di rado, e spesso nonostante il maestro e il metodo appreso, qualche raro follower decide di diventare leader e comincia a fare la sua strada. Questa è la fase in cui passiamo alla seconda tappa: decidiamo di non imitare più, ci prendiamo la responsabilità (perchè lo abbiamo provato molto volte ormai e ne abbiamo voglia finalmente!) di cambiare la pratica, di uscire dal metodo, di guardarci attorno. Siamo nella fase della Immedesimazione. Siamo entrati dentro. Lo Shen finalmente comincia a manifestare qualche scintillio, perchè finalmente la sua energia può scorrere - poche volte ma comincia - verso l'esterno, è in armonia e in sinergia con le azioni che compie.
Nella fase dell'Immedesimazione lo Shen si manifesta, e quindi ogni tanto ci sentiamo davvero bene, ma in genere stiamo come prima, 99 per cento imitazione e 1 per cento immedesimazione.
Poi, un giorno, in genere una giornata molto difficile, con grandi sfide, spesso davanti ad eventi molto forti e traumatici, qualcosa di smuove, sentiamo che i panni non ci vanno più bene addosso, e decidiamo che vale la pena di uscire, ormai è necessario, non si può più restare come prima. Come diceva Anaiis Nin, "e venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare". Così ci prendiamo il rischio e cominciamo il percorso dello sbocciare. Siamo entrati nella fase della "Interpretazione", lo Shen risplende nel suo fulgore perchè finalmente scorre, come acqua da una fonte dentro la terra. Siamo creatori, siamo unici e irripetibili, siamo il nostro potenziale e lo manifestiamo. Ci sentiamo forti, l'intenzione è chiara, non ci sono limiti, perchè anche se ci sono (fisici, economici, ecc) noi non li vediamo come un limite ma come un'opportunità. Vuoi vedere che...?
E' solo quando finalmente interpretiamo i nostri desideri, le nostre capacità, e scopriamo cosa fa battere il nostro cuore, che scopriamo dove vogliamo andare. Allora finalmente faremo la differenza, diverremo noi stessi e il nostro contributo diventerà importante e significativo. La pratica avrà un senso finalmente profondo, e comprenderemo quello che i maestri antichi dicevano realmente. Siamo in una dimensione diversa. Finalmente non avremo più bisogno di farci "tirare" per andare a studiare con un insegnante, non avremo più scuse se non pratichiamo, perchè avremo scelto cosa davvero vogliamo, avremo deciso che la pratica è mia, e avrò fatto i miei passi per diventare autonomo, imprenditore, creatore. Sono diventato un leader, e adesso la mia energia - lo Shen - guida gli altri nella loro strada, non tanto per diventare copie di altri, ma per diventare se stessi, con piena responsabilità della loro vita e delle loro scelte.
Lo Shen ha questo di magico, che è dentro di noi e già sappiamo come funziona, ma dobbiamo scoprirlo attraverso la nostra esperienza. Senza Shen, non faremo mai la differenza, neanche per noi stessi.
sabato 17 marzo 2012
Seminario di Yoga del Suono
Uno dei nostri amici di Ziran Neigong Quan, Alberto Dal Maso, è tra l'altro uno stimato insegnante di Raja Yoga. Insieme ad altri insegnanti della ASD Savitr Yoga Sangha, domenica prossima 25 marzo, dalle ore 9 alle 14 terrà un interessante seminario sullo Yoga del Suono. L'indirizzo è a Treviso, presso il Dopo Lavoro Ferrovieri in via Benzi 86 a Treviso.
Il titolo dell'incontro recita: "in un battito d'ali, il suono dell'universo", e sarà articolato in 4 parti: una lettura del sutra di Patanjali, il capitolo 17.III, quindi una fase in cui si parlerà del suono, dell'immagine e della comunicazione del suono significante, dell'incomunicabilità e dell'ascolto fino all'unione. Seguendo una traccia leggera purificheremo i chakra e capiremo il senso dei mantra. Infine ci sarà l'ascolto di suoni di strumenti e il suono come spazio di silenzio.
Conoscendo Alberto e la sua serietà, consiglio vivamente a chi può partecipare di farlo, perchè si tratterà sicuramente di un incontro illuminante sul senso del suono, specie in abbinamento con lo yoga. Per maggiori informazioni scrivete a questo blog, vi invierò la locandina del seminario, senza impegno.
martedì 13 marzo 2012
Yiquan con Paolo Magagnato
Sono felice di annunciare la visita e il seminario di un mio insegnante e amico, il maestro Paolo Magagnato di Milano, che dopo anni finalmente riesco ad invitare a Vicenza per un seminario unico di Yiquan. L'evento di terrà a Caldogno il 26 e 27 maggio 2012, per un seminario di Yiquan tutto sabato 26 (orario 9-18 con pausa pranzo) e per eventuali lezioni private domenica 27 maggio.
Paolo Magagnato ha un curriculum importante, è il caposcuola italiano ed europeo della associazione internazionale "Cheng Ming" che fa capo al maestro Wang Fulai di Taiwan, della scuola del maestro Wang Shujin. Ma Paolo Magagnato è anche allievo del maestro Guo Guizhi, allievo di Wang Xiangzhai, e con alle spalle un lungo passato sotto maestri - ad esempio - del calibro di Kenji Tokitsu.
Chi volesse maggiori informazioni sul maestro Magagnato, può guardarsi questi link al suo sito, Movimento e Percezione, e Cheng Ming Europe.
Il maestro Magagnato è un uomo di grande spessore, tecnico e umano. Di lui ho sempre ammirato da un lato la concretezza del suo lavoro e la qualità delle scelte che ha fatto nella sua vita, dall'altra la sua emergente umanità e la grande attenzione per il rapporto con gli allievi, specie nella qualità dell'insegnamento. Quello che Paolo insegna a me piace molto, non solo per quello che insegna, ma per come lo sa trasmettere.
Invito tutti gli interessati a inviarmi una email per prenotare l'avvenimento, perchè sarà sicuramente un avvenimento da non perdere, per tutti i cultori delle arti marziali interne cinesi, perchè l'Yiquan ne insegna la struttura e lo sviluppo della potenza integrata del corpo umano, ma anche per i maestri di stili giapponesi, perché l'Yiquan ha un grande numero di adepti in Giappone e si integra perfettamente nella cultura marziale e Zen del Sol Levante.
26 e 27 maggio 2012, a Caldogno, il maestro Paolo Magagnato terrà un seminario di Yiquan, dalle 9 alle 18. Per maggiori informazioni scrivete a questo blog.
lunedì 12 marzo 2012
Tai chi chuan secondo Saar Avivi
Abbiamo avuto a Vicenza il maestro Saar Avivi. Saar è un amico, è un ottimo praticante ed ha un grande cuore. Dopo esserci ritrovati qua a Vicenza, ci ha mandato un pensiero che voleva condividere con il nostro blog. Ci ho messo un po' a tradurlo, ma sono felice di presentarvelo.
Lo vedremo presto di nuovo in Italia a giugno per il "Tyrolean Tai Chi Chuan Festival" di Merano, dove tra l'altro avremo l'onore di rivedere Sifu Dan Docherty e Sifu Paul Silfverstrale.
***
Tai chi chuan.
Tai chi chuan è un modo di approcciare la vita di ogni giorno.
Tai chi parla della relazioone tra Yin e Yang. Se la vita è troppo Yin, allora la tua pratica diventa Yang e vice versa.
La pratica non mira ad essere meglio nella forma, ma nel vivere la vita in armonia e scorrere con ciò che sta succedendo adesso.
Ascolta.
Spesso abbiamo una certa immagine nella nostra testa di come la vita dovrebbe essere, e possiamo andare in giro per anni bloccati da questa immagine, perdere di vista ciò che veramente sta succedendo o che potrebbe davvero succedere.
Tai chi chuan è essere nel momento presente, e le mani che spingono ad esempio danno un immediato riscontro di dove siamo.
Se non sei in contatto con il luogo dove sei adesso, perderai l'equilibrio. E' molto simbolico anche per la nostra vita quotidiana.
Molte volte noi mettiamo giudizi in ciò che sta avvenendo nella nostra vita. (Mi piace questo, No, non mi piace quello) ma Tai chi chuan non preferisce o sceglie, semplicemente è.
Le radici del Tai chi chuan sono dalla tradizione dello Zen (Tempio Shaolin). Lo Zen non di proccupa di scegliere, si occupa di essere, solo di essere, niente di più, niente di meno.
Quando sei qua completamente, tutto di te è qui proprio ora, e ti aprirai ad una esperienza che è diversa dallo stato normale della mente. Le cose appaiono diverse, una sensazione di verità si arrampica tra lo stomaco ed il cuore.
Tai chi chuan è un'arte del cuore e del corpo. Sentire e rilasciare, essere qui e ora e non aggrapparsi alle esperienze passate. Non raccogliere informazioni ma sperimentare e lasciare andare. Toccare e lasciare andare.
Sentire amore. Se riuscissi ad allenare te stesso a sentire amore anche quando dovresti odiare, allora avrai davvero ottenuto qualcosa di prezioso.
Impara ad amare te stesso e sarai capace di amare il tuo avversario. Quando puoi sentire l'amore verso il tuo avversario, non sarà più una minaccia.
Rilassati e le tecniche scorreranno da dentro di te. Non cercare di fare la tecnica giusta, non forzare la tecnica.
Rendila semplice, permetti alla tecnica di avvenire da te.
Una indicazione importante per la tua pratica è quanto spesso sorridi mentre pratichi.
Sorridi, respira e abbi piacere in ciò che fai.
Saar Avivi
Qigong dei Sei Suoni
Sabato prossimo 17 marzo 2012 si terrà il seminario del Qigong dei Sei Suoni, secondo gli insegnamenti del M.o Wang Qiang, metodo Ma Litang. Si tratta di uno dei più bei sistemi di Qigong medico (tecniche di esercizio del respiro e dell'energia vitale), di una grande efficacia a livello della salute e per equilibrare le energie degli organi rispetto alla stagione.
Secondo la mia personale esperienza, è una delle sequenze più affascinanti e ricche, nella sua semplicità, insieme al Fan Song Gong, al Baduanjin e allo Xiao Yijinjing, che ho insegnato molte volte in Scozia. Liu Zi Jue (Sei Suoni) è un grande strumento di lavoro su se stessi, ma anche di diagnosi, perchè dopo una certa pratica si può capire, a seconda del suono che esce e dalla lunghezza del respiro, come sta quell'organo nel nostro corpo.
Siccome il metodo si apprende in un tempo tutto sommato breve, nel prosieguo della giornata andremo a rivedere la forma dei 24 movimenti di Taijiquan di Beijing, e a ripassarla nel dettaglio, concludendo con un po' di Tui Shou. Alla fine riprenderemo la forma dei Sei Suoni per completare la giornata.
Adatto a tutte le età e condizioni fisiche, è un vero e proprio toccasana per stare meglio, per uscire dallo stress, per ricaricarsi di energia quando serve e a calmare lo spirito quando è in ebollizione. Tra l'altro, la pratica in questa stagione dell'anno è quanto mai consigliata, perchè con il risveglio dell'energia della primavera e del fegato, questo Qigong ha una speciale qualità di equilibrio e di controllo dei picchi energetici, sia in basso che in alto, quindi ci mette in forma!
Dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle 14 alle 17.30, solito parco di Caldogno, gradita conferma via email.
domenica 4 marzo 2012
Cronache Ziran di Marzo 2012
Taijiquan 24 steps
Il 25 febbraio scorso Alberto Dal Maso e Alberto Campagnari hanno completato la forma di Taijiquan 24 passi di Beijing. I miei complimenti ai ragazzi, che con molta buona volontà e impegno hanno completato la forma e ne hanno cominciato a comprendere i principi e il significato, non solo a livello di movimenti a solo, ma anche a due e in applicazione marziale. Un grazie al maestro Saar Avivi, che al secondo incontro ha dato un grande contributo tecnico alla forma. A breve ci sarà una ultima giornata per ripassare insieme a chi non ha completato la forma e rivedere i dettagli insieme.
Incontro col maestro Yves Kieffer
La fortuna aiuta gli audaci, si diceva una volta, ed è il caso di questo ultimo incontro con il maestro Yves Kieffer, insegnante di Xingyiquan, Daoyinfa ed armi tradizionali. La visita è stata breve e intensa, con un eccellente pranzo prepararato da Attilia, la compagna di Yves, e rallegrata da un sole primaverile nella residenza di Arona. Un abbraccio fraterno a questo maestro, la cui amicizia mi allieta da oltre vent'anni. Bellissima la sua nuova lancia con uncino, con la quale si diletta in questi ultimi tempi. Spero vedremo Yves ancora con noi nei prossimi mesi, magari per qualche seminario.
Xingyiquan
Continuano gli allenamenti del sabato mattina, incentrati sul Piquan, come praticarlo correttamente e con tutti i Jin precisi e le catene cinetiche unificate. Inoltre a breve verranno indicate le date per gli altri quattro movimenti di base dell'arte, in modo da vedere in dettaglio almeno un movimento (pugno) per ogni incontro. Ricordo che il maestro Yves Kieffer è stato presente al nostro primo incontro ed è stato molto ricco il suo contributo tecnico. Per chi volesse inserirsi nel programma, basta che si metta in contatto con me e ci raggiunga nei giorni indicati.
Liu Zi Jue, Qigong dei Sei Suoni Segreti
Si tratta del miglior Qigong per la salute e l'equilibrio degli elementi che io abbia mai praticato. L'insegnamento di questa forma arriva dal mio maestro Wang Qiang, allievo di Wang Xianjie di Beijing, che ce lo ha insegnato per rilassarci dopo intensi allenamenti di Dachengquan. Il metodo è identico a quello proposto originariamente da Ma Litang, famoso insegnante di Qigong in Cina. Sei suoni, sei movimenti, sei energie che muovono il corpo e lo psichico umano. Facile da imparare, veloce da praticare, una vita per conoscerlo a fondo, perchè cresce con noi.
mercoledì 29 febbraio 2012
Fare
Sono alcune mattine che ricevo puntuale un messaggio di Alberto, che mi narra con un sms cosa ha fatto al parco. Piquan, cerchi, Taijiquan 24 passi. A una settantina di chilometri di distanza so che al mattino un altro Alberto pratica Zhan Zhuang, Piquan, cerchi di Baguazhang, ripassa il Taijiquan e insegna gli esercizi alla sua mamma. A Pula in Croazia so che Suzi, David, Adriano, Maja, Violeta e qualche altro amico praticano con passione anche a distanza, e aspettano di rivedermi presto. Saar in Svezia ci manda le foto dei suoi figli che girano in cerchio sui nove mattoni-trigrammi, e sfodera una postura del Leone che mi piace per lo spirito che emana. E sono certo che anche da altre parti, compatibilmente con la vita di ogni giorno, molte altre persone praticano e ripetono quanto imparato, in questi ultimi vent'anni, dalla mia esperienza.
L'energia si può creare. Siamo in un mondo in cui - secondo la fisica - nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Per sua natura, l'energia che riusciamo a imprimere, ad esempio, ad una palla con un calcio, prima o poi si esaurirà a causa della gravità, dell'attrito e di mille altri fattori. Eppure c'è un modo di creare energia, ed è quello di imprimere passione nelle persone intorno a noi. Quando riusciamo a contagiare emotivamente una persona e a passargli un messaggio emozionante, abbiamo messo in moto una nuova dinamo, che produce energia e coinvolge gli altri.
Emozionare, emozionarsi, appassionarsi, sognare, quindi scendere nella realtà concreta e realizzare qualcosa. Sono i nomi delle medicine contro la depressione, il distacco, la noia e la tristezza. Giustamente Carlo qualche tempo fa aveva scritto che al parco ci andiamo per ritrovare noi stessi, e vorrei aggiungere: si, se non viene nessuno, ritrovo me stesso :-) Ma in realtà non sono mai solo, con me ci sono i miei maestri, le persone con cui ho condiviso i giorni, i mesi, gli anni, l'esperienza, la voglia, il gusto della scoperta. Quando pratico sono felice, produco energia, creo mondi nuovi.
La nostra arte ha di meraviglioso che esiste solo nel momento in cui la pratichiamo, e funziona quando riusciamo ad applicarla. Video, foto, parole, tutto il resto è una rappresentazione storica di un momento, di un passaggio, di una scintilla della nostra vita, mentre solo la pratica è LA vita. Come raccontavo, questi mesi invernali stanno facendo allungare le mie radici, sto entrando nel vivo dello studio del Neigong e del Jibengong, sto capendo finezze e logiche che ricercavo da almeno vent'anni. Sin dall'inizio della mia carriera marziale avevo desiderato capire la profondità di queste pratiche, dove andassero davvero, non solo il movimento fisico o l'efficacia fine a se stessa, e non c'ero ancora riuscito.
Beh, mano a mano che guadagno qualche centimetro ogni giorno in quella direzione, scopro che altre persone - ben più avanti di me nel cammino - confermano le mie scoperte, mi aggiungono piccoli elementi, mi supportano nella scoperta, e sento questa immensa connessione interpersonale che cresce e che alimenta nuovi rami dell'albero, la linfa scorre e tutto si prepara per la prossima primavera. Siamo tutti rami di un grande albero, e dietro di noi ci sono i maestri, dopo di noi ci sono gli allievi. Il nostro lavoro è di portare la linfa verso le foglie, nutrirle e renderle splendenti.
Non conosco lavoro più bello.
(Nella foto Saar Avivi nella postura del Leone di Baguazhang)
giovedì 23 febbraio 2012
Silenzio
Il silenzio ha un ruolo fondamentale nella comunicazione.
Provate a immaginare che tutte le note di una musica fossero suonate nello stesso momento o una di seguito all'altra senza alcuna pausa, senza alcun silenzio. Non sarebbe più musica.
Se parliamo senza fare pause tra una parola e l'altra, senza ascoltare l'altro, senza alternare i toni, non sarebbe più comunicare.
Se pensassimo di inspirare e basta e di non espirare mai, non ci sarebbe più il respiro.
La Vita è fatta di pause, di silenzi. C'è un tempo per vivere e un tempo per morire - non nel senso letterale del termine ovviamente.
Questo febbraio per me e per questo blog è stato un tempo di silenzio. Non quanto ne avrei realmente voluto, c'è stata fin troppa confusione dentro la mia testa a causa dei mille impegni, del lavoro, delle cose che vorrei realizzare ma non arrivo a concretizzare nella misura e nella qualità che mi aspetto. Ma anche questo è un grande insegnamento.
Quindi usciamo dal silenzio, e mi sento molto più profondo, più radicato, più interiore che mai. D'inverno gli alberi crescono sotto, formano radici nuove, allungano quelle vecchie, si radicano ancora meglio, perchè quando arriva la neve non debbano cedere.
Poi arrivano i venti della primavera, e bisogna sapersi armonizzare anche con questi nuovi flussi di aria, che se presi male possono sradicare. Sento già nell'aria l'odore della primavera, e il corpo aumenta la sua pressione interna, cerca nuove sfoghi, produce. E' una sensazione straordinaria, bellissima, basta avere il tempo e la consapevolezza di ascoltarli.
Stamattina alla sei giravo in cerchio in Ba Da Mu Zhang con Alberto. Abbiamo girato e parlato, fatto passi e stretto tensioni e avvolgimenti, capito cose che prima non erano così chiare. Sono i tempi della vita, è una specie di "università" della vita, dove i voti non te li danno i professori ma te li dai tu mano a mano che scopri quante cose non avevi capito prima. Così si impara ad essere tolleranti e ad accettare.
Silenzio: che grande medicina!
Ci vediamo sabato alle 9 al parco per il nostro terzo incontro sul Taijiquan. Sarà un momento molto intenso, finiamo la forma e la facciamo entrare dentro di noi, la renderemo viva e intensa, daremo nuovi strumenti al nostro corpo e alla nostra mente per capire e per capirci.
lunedì 20 febbraio 2012
Budapest Viking
Ho avuto il piacere di conoscere e di incontrare più volte un collega, il maestro ungherese di Taijiquan Gabor Farkas di Budapest. Grazie a Gabriella, sua allieva e traduttrice in diverse lingue, siamo riusciti a conversare, a divertirci, a bere qualche birra insieme e a diventare buoni amici. L'ultima volta che ci siamo visti, a metà novembre 2011, ho seguito una sua lezione di Taijiquan, restando sorpreso della qualità e delle molte cose buone che Gabor insegna.
Gabor, soprannominato "Viking" per la sua struttura piuttosto nordica, è un insegnante di vari stili di Taijiquan, tra cui Yang e Wudang (con Dan Docherty), di Qigong e di meditazione. E' una persona di carattere forte, gentile e determinato, un autentico "orso" con il quale è sempre bello scambiare parole, esperienze e idee. Di certo è una persona interessante, genuina, che non ha pensieri strani per la testa.
Spero prima o poi di avere Gabor in Italia, per fargli conoscere il nostro paese. Fa parte delle persone con cui è bello scambiare e lavorare insieme. A dispetto di una apparenza tranquilla e riservata, dentro il cuore di Viking c'è una lunga esperienza, una vita dedicata alle arti marziali e una grande volontà di condivisione.
A presto Viking e Gabi!
(Nella foto, da sinistra a destra: Gabor, Luigi, "Viking" Gabor Farkas e la grande Gabi)
mercoledì 1 febbraio 2012
Saar Avivi - Taijiquan a Vicenza
Per una lieta coincidenza, questo fine settimana ha visto il seminario di Jian Hua Taijiquan arricchito dalla presenza di un grande amico, il maestro e campione europeo Saar Avivi dalla Svezia. Con lui e Sergio siamo stati anche a trovare amici della scuola Wudang a Bolzano, il maestro Othmar Vigl e Giorgio Cappelletto, con i quali a giugno (22-24) terremo un festival del Taijiquan nella splendida cornice alpina di Merano.
I ritmi di questo lungo fine settimana sono stati molto rapidi e intensi, sia per lo scambio fitto di informazioni (non vedevo Saar da fine 2010) che per la pratica quotidiana - sempre rigorosamente all'aperto. Sono stati giorni di grande scambio umano e tecnico. Saar ha praticato per molti anni Krav Maga con un allievo diretto di Imi Lichtenberg, il creatore del sistema, direttamente in Israele nel corso della sua gioventù.
Oggi Saar insegna Taijiquan, Yang e Wu, meditazione e Qigong in Svezia, e dentro la sua preparazione riemerge comunque un approccio pragmatico, essenziale e pratico, arricchito dalla molteplicità di visioni che Saar porta con sè. Durante il nostro secondo incontro sul Taijiquan, tutti i presenti hanno potuto apprezzare le molte soluzioni tecniche della 24 Passi.
E' sempre un grande momento quando abbiamo la possibilità di incrociare le braccia con un'altra persona. Anche in questa occasione, l'amicizia e lo spirito di condivisione di tutti hanno portato sicuramente un arricchimento a tutti noi, è un grande valore per la crescita e per la conoscenza.
A presto Saar!
(Nelle foto, l'incontro a Bolzano con i maestri Othmar Vigl e Giorgio Cappelletto, a fine giornata dopo il seminario di Taijiquan, e un momento di dimostrazione con Saar e Sergio)
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