mercoledì 29 febbraio 2012

Fare



Sono alcune mattine che ricevo puntuale un messaggio di Alberto, che mi narra con un sms cosa ha fatto al parco. Piquan, cerchi, Taijiquan 24 passi. A una settantina di chilometri di distanza so che al mattino un altro Alberto pratica Zhan Zhuang, Piquan, cerchi di Baguazhang, ripassa il Taijiquan e insegna gli esercizi alla sua mamma. A Pula in Croazia so che Suzi, David, Adriano, Maja, Violeta e qualche altro amico praticano con passione anche a distanza, e aspettano di rivedermi presto. Saar in Svezia ci manda le foto dei suoi figli che girano in cerchio sui nove mattoni-trigrammi, e sfodera una postura del Leone che mi piace per lo spirito che emana. E sono certo che anche da altre parti, compatibilmente con la vita di ogni giorno, molte altre persone praticano e ripetono quanto imparato, in questi ultimi vent'anni, dalla mia esperienza.

L'energia si può creare. Siamo in un mondo in cui - secondo la fisica - nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Per sua natura, l'energia che riusciamo a imprimere, ad esempio, ad una palla con un calcio, prima o poi si esaurirà a causa della gravità, dell'attrito e di mille altri fattori. Eppure c'è un modo di creare energia, ed è quello di imprimere passione nelle persone intorno a noi. Quando riusciamo a contagiare emotivamente una persona e a passargli un messaggio emozionante, abbiamo messo in moto una nuova dinamo, che produce energia e coinvolge gli altri.

Emozionare, emozionarsi, appassionarsi, sognare, quindi scendere nella realtà concreta e realizzare qualcosa. Sono i nomi delle medicine contro la depressione, il distacco, la noia e la tristezza. Giustamente Carlo qualche tempo fa aveva scritto che al parco ci andiamo per ritrovare noi stessi, e vorrei aggiungere: si, se non viene nessuno, ritrovo me stesso :-) Ma in realtà non sono mai solo, con me ci sono i miei maestri, le persone con cui ho condiviso i giorni, i mesi, gli anni, l'esperienza, la voglia, il gusto della scoperta. Quando pratico sono felice, produco energia, creo mondi nuovi.

La nostra arte ha di meraviglioso che esiste solo nel momento in cui la pratichiamo, e funziona quando  riusciamo ad applicarla. Video, foto, parole, tutto il resto è una rappresentazione storica di un momento, di un passaggio, di una scintilla della nostra vita, mentre solo la pratica è LA vita. Come raccontavo, questi mesi invernali stanno facendo allungare le mie radici, sto entrando nel vivo dello studio del Neigong e del Jibengong, sto capendo finezze e logiche che ricercavo da almeno vent'anni. Sin dall'inizio della mia carriera marziale avevo desiderato capire la profondità di queste pratiche, dove andassero davvero, non solo il movimento fisico o l'efficacia fine a se stessa, e non c'ero ancora riuscito.

Beh, mano a mano che guadagno qualche centimetro ogni giorno in quella direzione, scopro che altre persone - ben più avanti di me nel cammino - confermano le mie scoperte, mi aggiungono piccoli elementi, mi supportano nella scoperta, e sento questa immensa connessione interpersonale che cresce e che alimenta nuovi rami dell'albero, la linfa scorre e tutto si prepara per la prossima primavera. Siamo tutti rami di un grande albero, e dietro di noi ci sono i maestri, dopo di noi ci sono gli allievi. Il nostro lavoro è di portare la linfa verso le foglie, nutrirle e renderle splendenti.

Non conosco lavoro più bello.

(Nella foto Saar Avivi nella postura del Leone di Baguazhang)


Nessun commento: