domenica 11 gennaio 2009

Beng Quan


Luca Semenzin di Treviso mi manda un verso del poeta tedesco Paul Celan:

"Schwerer werden, leichter sein"

("Diventare pesanti, essere leggeri")

Potrebbe essere il motto di ogni arte del Neijiaquan, e anche di tante filosofie di vita.

(Nella foto di inizi secolo: Beng Quan in un insolito contesto quotidiano)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Luigi,
Come mi dicevi una volta "Il tedesco è una lingua di barbari" (nel senso di antica, essenziale, non voglio offendere nessuno qui e ritengo sia una bellissima lingua da leggere), ma permette di esprimere dei concetti apparentemente contraddittori in modo quasì semplice.
Eloquente la foto: anche i praticanti cinesi devono sentirsi - a volte - dei Marziani in mezzo ai loro concittadini!
Un salutone,
Yves

Luigi Zanini ha detto...

Ciao Yves, confermo quanto detto, pensa solo al verbo Atmen e il suo omologo Ataman nel panteon indiano, oppure il concetto di "piccolo mare" (Seele) per indicare l'anima (la vita nasce e rifluisce nell'acqua). In effetti all'inizio non volevo neppure tradurre il verso di Celan, ma molti si sarebbero domandati che voleva dire. La foto mi piaceva molto, e così ho trovato una buona occasione per postarla. Ciao Yves, leggi l'articolo di Zhao, a quanto pare i Ribert sono ancora vivi e attivi!

Anonimo ha detto...

Luigi!
Ho già letto l'articolo di Zhao qualche giorno fa! Mi ha suscitato molte considerazioni. Mi riservo di rileggerlo (merita !) per fare un commento.
Stammi bene,
Yves